lunedì 29 dicembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 16


Verità verità, vita del cuore!
Verità verità, cuor della vita!

                Antonio Fogazzaro
[nota da decifrare]
Capitano Russo 5 novembre 1903
          ________________

La fortuna picchia una volta alla porta 
di ognuno; raramente due volte.
                 __________

Un omicidio fa uno scellerato, migliaia di omicidi fanno un eroe
                __________ 


Nota: a pagina 16 dell'album di Emma troviamo la maggiore sorpresa: un appunto autografo dello scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, autore di Malombra, Piccolo mondo antico e Piccolo mondo moderno.

Com'è possibile che Emma conoscesse Fogazzaro? Noi sappiamo, da altre pagine dell'album, che Emma aveva importanti amicizie in Veneto, nella zona della riviera del Brenta, e in particolare con la signora Yole Moschini Biaggini, a cui lo stesso Fogazzaro si era ispirato per il personaggio di Jeanne Dessalle, la protagonista di Piccolo mondo moderno. 
Il 21 ottobre del 1905, Yole Moschini Biaggini muore e, un anno più tardi, suo marito il commendatore on. Vittorio Moschini, deputato, ex-sindaco di Padova, pubblica un libretto in ricordo della defunta, e del suo funerale in particolare, con un'introduzione-ritratto di Yole dello stesso Fogazzaro.
Di questo libretto (che si ritrova ogni tanto tra le vendite di libri antichi in rete vedi ad esempio qui) ho trovato tra le carte di Angioletta (evidentemente lasciate dalla cugina Emma) due copie. In una delle due copie, a pagina 64, dove è riportata una cronaca dei funerali compendiata da diversi quotidiani, troviamo sottolineato a penna rossa il nome di Emma: "Reggevano i cordoni del feretro le signore Brugnatelli-Bellini, Ivancich-Bertuzzi, Mantovani-Buzzati, Turazza-Favaro, Bragato-Mion e Marini-Forti".
Invece a pag. 76 nell'elenco degli intervenuti troviamo Emma Brugnatelli vedova Bellini. Se Emma era una delle otto a reggere il feretro, doveva necessariamente essere una delle migliori amiche di Yole.
Tra l'altro, a pagina 236, nell'elenco delle Lettere e biglietti di condoglianza troviamo citato il Dott. Carlo Brugnatelli: il fratellino di Angioletta che nel frattempo, siamo nel 1905, si era evidentemente laureato.
Scopriamo comunque che se nel 1888, all'epoca del diario di Angioletta, Emma era molto verosimilmente nubile, nel 1905 era già vedova di Bellini. Il che spiega perché tutte le carte di Emma siano rimaste ad Angioletta: Emma è quasi certamente morta vedova, senza eredi, prima di Angioletta.
Nutrivo qualche dubbio sull'autenticità della firma di Fogazzaro, ma questo biglietto autografo ha avvalorato la tesi dell'autenticità: la firma è evidentemente la stessa. 
Segue una nota del 5 novembre 1903 di un certo Capitano Russo ai limiti della leggibilità (qualcuno ci aiuti!) e più sotto ancora i soliti, abbastanza insulsi, aforismi. 

domenica 28 dicembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 15

Dopo oltre un mese di colpevole assenza riprendiamo a pubblicare il quaderno di Emma. Mancano circa quaranta di pagine che riserveranno alcune piccole sorprese, la prima già oggi. Poi cercheremo di aggiungere qualche contributo al diario di Angioletta (speriamo di realizzarne uno in particolare a cui teniamo particolarmente) e gli esiti di qualche ulteriore ricerca di archivio. Infine racconteremo cosa è stato di Angioletta ed Emma dopo la scrittura dei rispettivi diario e album, dopodiché potremo dichiarare chiusa questa passeggiata nella vita di due ragazze di fine Ottocento.
Oggi, 27 novembre 1893, troviamo Emma alle prese con il dolore per la partenza di tre amiche: Lucrezia, Ida e Bianca. Si tratta certamente delle sorelle Primerano, protagoniste di altre pagine del suo quaderno. In questo giorno un'altra amica, Carolina Sollier, altrettanto afflitta, conferma a Emma il proprio supporto.
Ma perché le tre sorelle partono? Cercando in rete scopriamo che Lucrezia, Bianca e Ida sono le figlie del Generale Domenico Primerano che proprio il 1 dicembre 1893 viene nominato Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano (è la maggiore carica dell'esercito e Primerano la terrà fino al 1896). Ed è chiaramente legata alla nomina del padre, che si sarà dovuto trasferire a Roma, la partenza delle tre sorelle.
Qui scopriamo che nel 1927 alle due sorelle Ida e Bianca, orfane del generale, nubili e probabilmente indigenti, viene accordato un assegno vitalizio straordinario da parte dello stato. Cercando ulteriori notizie sul generale Domenico Primerano, pare che fosse uno dei due rappresentanti (assieme con il luogotenente generale comandante il IV Corpo d'Esercito, conte Raffaele Cadorna) dell'esercito italiano a raccogliere la capitolazione dello Stato Pontificio a Villa Albani il 20 settembre 1870.
Mi è caro oggi appunto affermare con un nuovo legame la nostra amicizia, oggi in cui un dolore comune ci riavvicina più strettamente che mai!
Lucrezia, Bianca, Ida, le nostre amiche così gentili e care sono partite, e niuno certo potrà compensarci del vuoto immenso che hanno lasciato intorno a noi. Io però trovo un grande conforto nel pensiero che mi è rimasta lei Emma cara, che considero quasi una parte di loro stesse, lei, l'amica loro così realmente sincera, affettuosa e buona, su cui potrò riversare la piena del mio cuore così profondamente rattristato, e sarò ben lieta se per parte mia riuscirò a rassicurarla qualche volta e farle trovare un po' di compenso nella mia calda amicizia che le professo sincera ed eterna.
Aff.ma amica

Carolina Sollier

Milano 27 Novembre 93

sabato 22 novembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 14

                     Sciarada

La prima mia è la settima _ di ventiquattro suore,
La mia seconda è un angelo _ di questa terra, un fiore;
Insomma assicuratevi _ è un totale rara
di leggiadria, di grazia_ e di virtù preclara.
milano, 5 dicembre 93      Emilio Sollier

                     ________
Quando senti una savia sentenza o un'osserva
zione utile, notala, o imparala a mente.
                          ________
Non lasciar mai trascorrere un giorno senza
qualche progresso intellettuale e morale.
                              ________
Non vi è tesoro che valga a comprare
un'ora.
               ________
Fuggire la viltà è vergogna: scampar
un pericolo è prudenza.
                                    Giuseppe Giusti



Nota: A pagina 14 dell'album di Emma troviamo una sciarada. La sciarada è un gioco enigmistico molto diffuso ancora oggi, ma che a fine Ottocento godeva di una grandissima popolarità. Molti giornali, anche quotidiani, pubblicavano sciarade. Ma soprattutto si giocava a sciarade in società, ad "alta voce". Nella sciarada una parola viene formata dalla somma di altre due parole: es. te+gola=tegola. Lo stile di sciarade tipico dell'Ottocento (detto "a voci convenzionali") prevedeva che venissero esplicitamente dichiarate le parti: la prima, la seconda e il totale, mentre attualmente sono più diffuse quelle a diagramma (xxx+yyyy=xxxyyyy). In questo caso Emilio Sollier, amico di Emma, scrive una sciarada, la cui soluzione è stata pubblicata da Mau tra i commenti. 
Seguono le abituali massime, l'ultima con l'indicazione "Giuseppe Giusti". Che siano del poeta toscano (1809-1850) anche tutte le precedenti?. Da indagare. 

Il quaderno di Emma - Pagina 13



Un buon cristiano affronta senza paura le
contingenze della vita.
                          ________

Per ben morire è necessario ben vivere; e per
vivere bene bisogna pensare a morir bene.
                           _______

Chi è privo di religione, non ha né probità, né
improbità, né ordine, né disordine, né verità,
né falsità, né merito, né demerito, né premi,
né castighi, e senza la religione sono nomi
privi di senso, la giustizia, l'onore, il pudore
l'umanità.
                      ________

Pensa costantemente: «Io Sono», dunque se
Io Sono, bisogna che Tuo o Dio sii»
                          ________

Cerca di discorrere meno sulla virtù, ma
di praticarla maggiormente.
                              _________

La forza prevale sulla giustizia, e talvolta
estingue ogni sentimento di umanità.
                             ______

Il quaderno di Emma - Pagina 12

Le parole nelle nostre frasi debbono essere
disposte in modo, che non esprimano né più,
né meno che la nostra idea.
                                  _____

Lo studioso deve essere guidato per gradi insen
sibili ai rami più alti della scienza.
                               ______

Più uno è cattivo, più è sospettoso.
                             _____

Il sospettare è una virtù da codardo.
                            ______

È più disonorevole sospettare di un amico che
essere ingannato.
                            ___________

Del tuo amico parla sempre bene, del nemico
né bene, né male.
                           _________

Le disavventure e le afflizioni sono o punizioni
o esperimenti.
                          _________

sabato 8 novembre 2008

S. Stefano Lodigiano 9 settembre 1888


Sono già troppi giorni che non parliamo di Angioletta, ma le ricerche continuano su due fronti: S.Stefano Lodigiano e Malnate. Molto interessante il frutto di un'incursione a S.Stefano presso la chiesa parrocchiale dove domenica 9 settembre 1888 si sono sposati Angioletta Brugnatelli e Pietro Ardemagni. Nell'archivio della chiesa parrocchiale troviamo la registrazione, in latino, del matrimonio e qui abbiamo diverse conferme e qualche sorpresa.
Il testo latino dovrebbe essere il seguente:
N. 9 Anno Domini Millesimo Octingentesimo Octuagesimo Octavo, die nona Septembris:
Duabus tantum praemissis denuntiationibus, obtenta dispensatione tertiae, duobus diebus continuis Festivi in Ecclesia Par. S.ti Satyri, Civitatis Mediolani, sub cuius cura habitant sponsi, scilicet diebus 26 Augusti et 2 Septembris huius anni, nullagere legittimo impedimento detecti:
Ego Ardemagni Aloisius, Prep. huius Par. sub titulo B.M.V. in Coelum Assumptae, loci S.ti Stephani ad Cornu, de mandato Rev.mo Sac. Caietani Berretta, Vicarii Spiritualis supradictae Par. S. Satyri, interrogavi Ardemagni Petrum, filium viv. Josephi et Carini Carola, nativum Miradoli Dioec. Laudensis, catholicum, nubilum, et Brugnatelli Angelam, filiam viv. Josephi et Pertusi Carola, natam sub Par. S. Satyri praedicta, catholicam, nubilem, eorumque mutuo consensi habito solemniter per verba de praesenti Matrimonio coniunxi, praesentibus testibus notis Sac. Ardemagni Joanne Baptista frater sponsi ex Par. Miradoli et Grona Eugenio, filio Jo. Bapt. ex Par. Cotonei, eisqua in Missae celebratione benedixi.
Se ho capito bene qui, come sapevamo don Luigi (Aloisius) Ardemagni, il cui sermone abbiamo pubblicato il domenica 9 settembre 1888, parroco della chiesa della Beata Maria Vergine Assunta in Cielo a S.Stefano celebra il matrimonio del fratello Pietro e di Angioletta Brugnatelli dopo le due settimane canoniche di pubblicazioni su mandato di Don Gaetano Beretta, Vicario della Chiesa di S.Satiro a Milano che, per competenza territoriale, sarebbe stato il titolare del matrimonio visto che entrambi gli sposi vivevano a Milano, in via Torino. Veniamo finalmente a conoscere il cognome della madre di Pietro: Carini (erano sempre stati in ballottaggio Carini e Catterini) e anche il nome di un altro fratello prete di Pietro: Giovanni Battista, probabilmente si tratta dello stesso fratello più giovane di Luigi, a cui lo stesso sacerdote fa cenno all'inizio del sermone: qui è uno dei due testimoni. Non sappiamo molto invece di Eugenio Grona di Codogno (Cotonei), l'altro testimone.

sabato 1 novembre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 11



Quand on croit aimer une personne 
c'est sa présence qui nous trompe; 
quand on l'aime véritablement 
c'est son absence qui nous en 
instruit.
                            [C. B. I.]
             Venezia 8 maggio 1892

Mia cara, mia bella, mia 
gentile amica Emma, 
ricordatevi che la donna 
può avere per sé lo spirito 
e la bellezza, la grazia e il fa=
scino; ma la più alta, la ec=
cezionale fra le virtù femmi=
nili, è una sola: la dolcezza
e questa la possedete in tutte le 
vostre azioni, in tutti i vostri discorsi 
percui voi rappresentate la virtù 
eccezionale ed io l'ammiratore 
eterno e fedele di questa divina e dolce fanciulla.
                                I Bassi 



pagina 11 il quaderno di Emma ci porta fuori da Milano e precisamente a Venezia. Il filone veneto dell'album sarà piuttosto interessante come vedremo più avanti. Questa pagina si compone di due parti scritte con lo stesso inchiostro viola e con la stessa inclinazione, la scrittura però sembra leggermente diversa, si vedano ad esempio le B delle firme. Ci vorrebbe un perito calligrafico per capire se si tratta della stessa persona che scrive la citazione francese in alto con più attenzione alla calligrafia e poi si lascia andare a una scrittura più spontanea per l'effusione dei sentimenti in italiano nella seconda parte oppure se si tratta di due persone differenti che hanno tentato di scrivere con tratto abbastanza omogeneo per rendere la pagina più gradevole. Il secondo è chiaramente un ammiratore di Emma, all'apparenza più anziano, ma con ogni probabilità si tratta di un'ostentazione di galanteria. Il luogo e la data sembra molto verosimile che valgano comunque per entrambe le annotazioni. Il fatto che Emma venga definita ancora una fanciulla ci dà un'ulteriore indicazione sulla sua età, che non è nota (anche se sappiamo che suo padre è vissuto dal 1818-9 al 1888 e queste note sono del 1892). 

Il quaderno di Emma - Pagina 10


Siate sempre dolce per quanto potete:
un cucchiaio di miele alletta più bimbi
che non un barile d'aceto.
                             ___________

Che importa mai che l'acqua alla quale
uno si disseta sia un piccolo ruscello o un
gran fiume, purché basti?
                            ___________

Per un vecchio la lode non è che un nome
vano e per un uomo che alla dimane potrà
essere polvere che cosa è la fama?
                       _________

Non fidatevi; non altercate, non prendete
ad imprestito, non imprestate, e vivrete in
pace.
                             _______

Ricordati che non sei mai né tanto felice,
né tanto infelice come ti credi.
                           _________


Nota: Ecco un'altra pagina del quaderno di Emma non firmata e piena di aforismi come già, in tutto o in parte, le pagine 4, 6, 8, 9, 10. Si tratta della calligrafia e del tipo di pagina più frequente di tutto l'album, ma, in fondo, queste sono le pagine meno interessanti: gli stessi aforismi non sono un granché. Come dicevamo, saremmo tentati di attribuire queste pagine alla stessa Emma, visto che sono quelle prevalenti e quelle non firmate. Saremmo al tempo stesso anche un po' delusi perché Emma risulterebbe l'autrice delle pagine più opache del proprio stesso album. Eppure la scrittura sembra più probabilmente maschile. Se non altro però qui, a pagina, 10, c'è almeno una novità: viene utilizzato un bellissimo inchostro rosso carminio. 

venerdì 24 ottobre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 9


Non è chiara la firma del primo intervento di questa pagina. Se fosse, come sembra, Clara Pertusi, si tratterebbe di una zia di Angioletta, ma non di Emma! (Cioè Clara, la sorella della mamma di Angioletta, Carolina Pertusi)
Mia buona Emma, le auguro tutta quella felicità che il più delle volte Dio promette e raramente concede, le auguro tutto quel bene che ha fatto a me e del quale gliene sarò riconoscente eternamente.
Clara [Pertusi]

Della vita è già consumata la metà prima che ne conosciamo il valore
___________

La maggior parte degli uomini impiega la prima parte della vita per rendere infelice l'ultima.
___________

Un uomo che non ha altro che i suoi antenati di cui vantarsi, rassomiglia ad una rapa.
___________

In mezzo ai piaceri, ai tripudi più strepitosi tutti confessano di essere miseri.
___________

Il quaderno di Emma - Pagina 8


Colui che non vuol essere consigliato, non può essere aiutato.
___________

Pochi ragionano, e tutti vogliono decidere.
___________

Maritate i vostri figli quando volete; le vostre figlie quando potete.
___________

Sono le azioni e non le parole, che dimostrano se uno ci vuol veramente bene.
___________

Non stancarti mai d'inculcare ai giovani la temperanza, la diligenza, la modestia e l'umiltà, perché queste virtù conducono pel tempio della virtù al tempio dell'onore e della felicità.
___________

L'avversità prova gli amici, perché essa troppo sovente li tramuta in estranei.
___________

Il voler godere il riposo senza la pietà sarebbe un voler vivere senza respirare.
___________

martedì 21 ottobre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 7



Ricordati che la coscienza ti ammonisce da amico prima di castigarti da giudice.
___________

Il prodigo, per ricco che sia, sarà sempre povero.
___________

Uno spirito forte che osa guardare in facccia all'avversità troverà subito i mezzi per combatterla e per sopportarla.
___________

Con assiduo e ben diretto lavoro ognuno è sicuro di guadagnare da vivere
___________


Ad un cuore che altamente sente un fiorellin gentile parla di dolci cose. Parlano i fiori ed Ella li comprende. Che è quel bisbiglio di poesia? Son saluti e auguri, parole d'affetto e di gratitudine.
Signorina Emma, Ella è dunque contenta di vedere qui un'espressione d'affetto, un saluto anche da me? Davvero mi commuove tanta sua bontà! Ella mi ha dato il miglior pegno della sua amicizia, ed io l'ho caro, tanto caro, ne vado orgogliosa.
Milano 14 agosto 1891 Aurelia Falsina

Il quaderno di Emma - Pagina 6


Se gli uomini e le donne sposano
quelli che non amano, bisogna che amino
quelli che non isposano.
                          ___________


Come mai può giungere improvvisa la
morte ad un essere che sempre seppe che
doveva morire e che incerta ne era l'ora?
                           ___________

Lo spirito e l'umore possono talvolta
procurarti l'applauso, ma non possono
mai farti acquistar rispetto.
                         ___________

Non dir mai d'alcun'afflizione "questa
non si può sopportare." Nulla fuorché la
religione può abilitarti a sopportare le grandi
sventure con pazienza e rassegnazione.
                        ___________

A dritto o a traverso uno sciocco vuol
parlare.
                     ___________





Nota: Un'altra pagina con sei aforismi non firmati. Curioso il primo.

domenica 19 ottobre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 5


La vie ne peut
pas être tout-à fait
heureuse, car elle n'est
pas le ciel, et elle
ne peut pas être
tout-à fait malheureuse, car elle
en est le chemin
[Gina]

9 giugno 91



Il quaderno di Emma includeva, ogni tanto, alcune pagine rinforzate in cartoncino ed illustrate con motivi floreali, a cornice di un eventuale intervento scritto. In questo caso la firma in calce a questa massima francese di cui non siamo riusciti a trovare l'autore, è probabilmente Gina, ma si accettano ipotesi differenti.

Il quaderno di Emma - Pagina 4



A pagina 4 del quaderno di Emma troviamo per la prima volta il tipo di pagina più frequente nel quaderno. Si tratta di una serie di pagine riempite con aforismi non firmati. Ci saranno diverse altre pagine simili a questa, magari scritte con inchiostri di colore diverso, ma con la medesima calligrafia. Il fatto che siano così numerose nel quaderno e che non siano firmate potrebbe farci pensare che siano state compilate dalla stessa Emma, ma la scrittura parrebbe a prima vista una scrittura maschile.

Se dubiti che un'azione sia buona o no, astieniti dal farla.
_________

Lo spirito ed il giudizio si vedono raramente insieme
_________

Gli sciocchi più incomodi sono quelli che credono di avere dello spirito.
_________

Avvi cosa tanto variabile quanto l'acconciatura di una donna? Sì... il suo cuore.
_________

Non può esservi vera amicizia fra i [calli] perché il medesimo principio che li unisce è quello che li disunisce.
_________

Solo la virtù è quella che forma i veri vincoli dell'amicizia
_________

Felicità alcuna non allieta l'animo dove non alberga la quiete: e dove non vi è Iddio, non vi è riposo.

giovedì 9 ottobre 2008

Il quaderno di Emma - Pagina 2

Signorina Emma.. Per lei voglio studiare proprio qualche cosa di raro e peregrino, affinché il suo album ne riceva lustro e decoro! Perciò prendo tempo a studiare

F. Sismondi

Chi ha del genio?
Può averlo la donna
L'uomo e la donna lo hanno insieme.
Milano 11. Maggio 1891
Roberto Adler

Mi ricorderò sempre delle bella e simpatica 
Signorina Emma

Milano 11. Maggio 1891
Henrietta Adler
 

Nota: Su questa pagina sono presenti tre dediche, dopo quella di un certo F. Sismondo troviamo quelle di Roberto ed Henrietta Adler. Indagando meglio in rete sui due scopriamo che si tratta di una coppia di ebrei moravi. Roberto nasce in Austria il 10 novembre 1845 e, dopo aver sposato Henrietta Stiassny (figlia di un mugnaio di Trebitsch) si trasferisce a Milano con la moglie e una sua sorella vedova più anziana di lui, Clementina. Qui, con un altro ebreo, Bernardo Eisenschitz fonderà il 5 agosto 1878 la Adler Eisenschitz, impresa per il commercio di macchine per l'industria, che verrà rifondata, il 21 marzo 1894 dallo stesso Roberto e dal figlio di Bernardo, Carlo, sempre con un accomandita di 6.000 lire di capitale sociale. Nel 1889 la società fornisce alla Grondona macchinari per 150.000 lire (informazioni tratte da Gli ebrei e l'economia milanese: l'Ottocento di Germano Maifreda. Più avanti nel quaderno troveremo anche firme di appartenenti alla famiglia Eisenschitz.
Le altre notizie sulla famiglia Adler invece provengono da questo sito: Roberto viene definito un tipo molto energico ed attivo, che morì prematuramente per delle lesioni interne causate dall'aver spostato pesanti macchinari. Roberto ed Henrietta (soltanto omonima di una donna politica ebrea britannica, pioniera del femminismo) avranno quattro figli e sei nipoti, la maggior parte dei quali torneranno a stabilirsi in Austria. 

Il quaderno di Emma - Pagina 1

Signorina Emma ........
............. al posto
di questi puntini metterei tante cose
che sento, ma che non scrivo per non
offendere la sua vera modestia.
                            [iniziali illeggibili forse G. P.]

Aimer pour être aimée c'est
de l'homme, mais aimer pour aimer
c'est presque de l'ange.
                           (Lamartine)

Blanche
   Se croire aimée a tant de doceur,
mais il y a un bonheur plus grand,
c'est d'être aimée

                             Primerano



Nota: Ecco il contenuto della prima pagina (tra quelle ancora rilegate) del quaderno di Emma Brugnatelli. Probabilmente non si tratta della prima pagina originale, in quanto una decina di fogli si sono staccati dal quaderno e sono ora sparsi, e verosimilmente la prima pagina originale è da ricercare tra quelli. In ogni caso il quaderno non pare essere stato compilato in ordine cronologico: ci sono appunti con date più recenti che precedono altri con date meno recenti e anche pagine intermedie lasciate bianche.

La prima sigla è oggettivamente illeggibile, forse GP. La seconda e la terza citazione sembrano entrambe scritte con la stessa grafia e le firme prima Blanche e poi Primerano (un cognome che troveremo anche più avanti). Si tratta molto probabilmente di Bianca Primerano.

La citazione di Alphonse de Lamartine (1790-1869) dal romanzo Graziella contiene un paio di errori: a parte la virgola al posto del punto e virgola dopo "homme", troviamo "aimée" al posto di "aimé".

Leggi un'altra pagina del quaderno di Emma
Copertina  Pagine: 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 24-25 27 28 29-31 32 33 34 35 36-38 39 41 44 45 47 49 50 51 52 53-54 55 56-58 59 61 62 63 64 65 66 67 70 71 74 77 79 87 88 89 Fogli sparsi: 1-1 1-2 2-1 2-2 3-1 3-2 3-3 3-4 4-1 5-1 5-2 6-1 6-2 7-1 7-2 7-3 7-4 Copertina posteriore

venerdì 3 ottobre 2008

Il quaderno di Emma/2

Ho pensato abbastanza a lungo su come pubblicare il quaderno di Emma perché non ha la sequenza temporale del diario di Angioletta.
Il diario di Angioletta è di fatto un'agendina commerciale (11,7 x 7,8 cm) con una copertina sottile semirigida, una fascetta di stoffa a chiuderla e una piccola tasca nella terza di copertina, ma è stata utilizzata come un vero e proprio diario.
Il quaderno di Emma è invece un quadernone (22,8 x 16 cm) con una copertina molto spessa, in cuoio, quasi con delle finte squame circolari (avranno sicuramente un nome) e delle finiture metalliche agli angoli, in centro (con incise le iniziali E B) e una chiusura metallica sul lato.
All'interno ci sono una cinquantina di fogli, la maggior parte dei quali ancora tenuti assieme (a malapena) dalla rilegatura, altri usciti e quindi difficilmente inseribili al posto giusto. Una cosa strana è che alcuni fogli all'interno del quaderno sono dei cartoncini (piuttosto spessi) illustrati con delle figure floreali.
Ma Emma, e i suoi amici, hanno sfruttato anche gli spazi attorno a queste figure per scrivere annotazioni, poesie o altro.
Alla fine penso che la cosa migliore sia trascrivere ogni giorno il contenuto di uno di questi circa 50 fogli, indicando se si tratta di un foglio bianco o già illustrato e se si tratta di un foglio unito alla rilegatura o sparso. Possibilmente corredando il tutto con una foto.
Per ora diciamo solo che nell'angolo in alto a sinistra della seconda di copertina c'è una piccola scritta a matita 1/1/91 sottolineata e sotto la sottolineatura quella che sembra una E maiuscola e una X. La sottolineatura a matita sembra coprire una sottolineatura a penna precedente e la E e la X sembrano coprire la scritta "io X" a penna.

lunedì 29 settembre 2008

Il quaderno di Emma

A lungo le vicende di Emma Brugnatelli si intrecciano con quelle della cugina Angioletta nei giorni del 1888 in cui viene steso il diario. Tra le due amicizia, ma anche gelosia. Il 6 aprile il Pietro "pospone" la sua Angioletta "a contatto dell'Emma" (immaginiamo Angioletta intendesse "a confronto"). Poi il 5 agosto 1888 Ercole, il padre di Emma, muore ed Angioletta pare aiutare Emma in quei giorni difficili.
Di Emma sappiamo meno, non sappiamo quanti anni avesse, ma sembra che dopo il matrimonio di Angioletta le due vite si siano abbastanza separate. Più "familiare" quella di Angioletta, più vivace e mondana quella di Emma, di cui ci resta un quaderno molto diverso rispetto al diario di Angioletta. Diverso per dimensioni, più grande e con copertina più rigida, ma soprattutto diverso nel contenuto, si tratta di una specie di album in cui Emma faceva scrivere ai propri amici alcuni pensieri (spesso citazioni, ma non sempre, di autori famosi) o fare disegni. La stesura pare andare dal 1891 al 1903 con riferimenti ad ambienti milanesi, del lago di Como e veneti-friulani con alcuni nomi dell'entourage di Fogazzaro. Nei prossimi giorni inizieremo a dare un'occhiata anche a questo quaderno.

domenica 28 settembre 2008

28 Settembre 2008

E allora ecco un'altra letterina di Marco, questa volta indirizzata al Babbo, in occasione del suo Onomastico che, come abbiamo visto già dal diario di Angioletta, all'epoca veniva festeggiato più del compleanno. La lettera risulta scritta il 24/6/1898, qualche giorno prima dell'onomastico di Pietro, tipicamente, già allora, celebrato il 29 giugno con S.Paolo. A meno che, per qualche strano accidente l'onomastico di Pietro non venisse festeggiato il 24 giugno, cioè a S.Giovanni (Battista). Un'altro piccolo flash di vita familiare di Pietro, Angioletta e Marco. Ma presto torneremo ad occuparci della cugina Emma.
Caro babbo,
Io ti faccio tanti Auguri pel tuo Onomastico. Io mi sento nel cuore come un martello. Ho [sic] che gioia! che gioia a sentire che è il tuo Onomastico. Io ti prometto che in avanti sarò sempre ubbidiente, studioso e buono e renderti così contento.
Ricevi tanti bacioni, ed evviva dal tuo aff mo
Figlio Marco
Li 24/6/98

sabato 27 settembre 2008

27 Settembre 2008

Dopo qualche anno però troviamo finalmente Marco a Malnate, immaginiamo con tutta la famiglia. Ha poco più di sette anni quando scrive questa toccante letterina di Natale alla nonna. Immaginiamo si tratti della mamma di Angioletta, sempre nell'ipotesi che lei e il marito abbiano seguito la figlia a Malnate, ma non si spiega perché non la dedichi anche al nonno (ancora vivo alla data). L'ipotesi alternativa è che la lettera sia indirizzata alla nonna paterna, che sappiamo essere ancora viva alla data (mentre non ci è nota la data di morte del padre di Pietro). Quale che sia la nonna ecco il tenore della letterina:
Mia carissima Nonna
Sento in me una gioia così fresca, così abbondante, così pura, che a spiegare mi riuscirebbe impossibile se questo non fosse il giorno del Santo Natale.
Il mio cuore, diletta nonna, ripete il tuo nome e palpita affettuosamente: i benefizi onde mi colmi, ricorda ed apprezza, è pieno di riconoscenza, ti augura tutti quei beni, tutte quelle felicitazioni, che un figlio ben nato sospira per i suoi genitori.
Ascolti il Signore la preghiera, che in questo dì caro e solenne, tacitamente a Lui innalzerà l'anima mia, e lieto della tua felicità, vivrà sempre
Malnate, il Natale del 1896.
Il tuo aff.mo Nipote Marco

venerdì 26 settembre 2008

26 Settembre 2008

Allora riepiloghiamo: Pietro Ardemagni e Angioletta Brugnatelli, fidanzati da febbraio, si sposano civilmente l'8 (a Milano) e in chiesa il 9 settembre 1888 (a S.Stefano Lodigiano). Quindi si trasferiscono da Milano a Malnate (vicino a Varese), dove c'è una farmacia "libera" per Pietro e dove l'11 agosto 1889 nasce il loro unico figlio Marco. Probabilmente li seguono i genitori di lei, perché l'11 dicembre 1891, il padre di Angioletta vende l'attività della farmacia e chiude il contratto di locazione del negozio e dell'abitazione di Via Torino 4 e in nessun documento successivo si fa più riferimento all'indirizzo di Via Torino. Dei primi anni di matrimonio di Pietro e Angioletta, a Malnate, sappiamo poco.
Ma facciamo un piccolo passo indietro: dalle carte spunta una lettera datata Carate 3/[3]/90 a firma B.Restelli:
Preg.tmo Signor Pietro!
Per combinazione viene a Milano il mio Amico, ed io lo mando qui a prendere il [Sempino e Cucogi] d'uso come d'accordo ieri.
Il Marco sta benissimo, noi pure così voglio sperare di loro tutti.
Tanti saluti a tutti e sono suo [a mò servo] B. Restelli
Consegni pure al latore che è ben consegnato
Carate 3/[3]/90

A parte le parole non perfettamente leggibili, parrebbe che "il" (tipico uso lombardo di far precedere il nome proprio da un articolo) Marco, che allora aveva meno un anno (il mese non si legge perfettamente, ma sembra un 3 di marzo) fosse (a balia?) da questi signori Restelli di Carate (Carate è in Brianza, a 40km da Malnate e a circa 30 da Milano). La lettera sembra anche immaginare un incontro a Milano tra l'amico fidato di Restelli e Pietro che avrebbe dovuto consegnare dei soldi per il mantenimento del figlio presso i Restelli.
Ma perché non si tenevano il Marcolino a Malnate?

giovedì 25 settembre 2008

25 Settembre 2008

Il giorno 11 Dicembre 1891, come dicevamo ieri, la farmacia di Via Torino viene venduta da Giuseppe Brugnatelli alla Società anonima cooperativa Farmaceutica in Milano. Società che, non sappiamo attraverso quali evoluzioni societarie, ancora adesso detiene la farmacia (sia pure trasferita di poche decine di metri in via Orefici).
Per chi non ha paura di annoiarsi ho provveduto a trascrivere (ok mi è costato qualche ora di lavoro...) l'atto di vendita che si può ora trovare qui.
Sono diciotto pagine dalle quali si scoprono alcune cose interessanti:
1. Il costo totale della compravendita è di £ 37.000 versate in quattro tranche (l'ultima nel Giugno 1893).
2. La farmacia passa negli anni attraverso diverse mani: dal sig. Vandoni al sig. Del Conte (1815), al sig. Nicoli (1816), al sig. Tibaldi (1836), ai coniugi Giussani e Mantovani (1844), al sig. Corbellini (1857)
3. L'autorizzazione all'esercizio della Farmacia è stato rilasciato a Brugnatelli, il padre di Angioletta, a Firenze il 27 Maggio 1867
4. Molto probabilmente sia la farmacia che i locali annessi e quelli, nello stesso palazzo, in cui vivevano i Brugnatelli (e Pietro) non erano di loro proprietà ma erano presi in affitto da un certo Signor Legnani per circa 3300 lire annue (825 a trimestre).
5. Scopriamo anche la lista completa dei mobili contenuti nella farmacia (vedi punto 1 dell'atto di vendita), compreso il banco di noce e le scansie a vetri.
6. Infine veniamo a sapere che il Sig. Argenti, spesso citato nel diario come frequentatore abituale di casa Brugnatelli, citato nell'atto di compravendita come teste, è "Argenti Ambrogio fu Pietro, nato e domiciliato in Milano Via Carlo Alberto (l'attuale corso Vittorio Emanuele), N.30, ragioniere".

mercoledì 24 settembre 2008

24 Settembre 2008

Nella Guida di Milano per l'anno 1888 (alla pagina 913) sono elencate ottanta farmacie, tra cui quella di Giuseppe Brugnatelli, il padre di Angioletta, in via Torino 4. A Milano, il 26 gennaio 1890, un anno dopo il matrimonio di Angioletta, nasce a Milano la Società anonima cooperativa farmaceutica, come racconta il sito della società, ancora operativa oggi. La società, che nasce con "finalità mutualistiche intese a soddisfare gli interessi morali, assistenziali e culturali dei suoi Soci" inizia ad acquisire alcune delle farmacie centrali.
Sul sito della società si racconta in dettaglio la storia di quegli anni: "A Milano, nel 1889, all'interno di un'associazione di impiegati civili, nasce, da parte di un gruppo di aderenti, l'idea di promuovere la creazione di una società che gestisca farmacie aperte al pubblico con due principali obiettivi: uno di carattere generale, cioè rivolto a tutti gli utenti delle future farmacie, sarà quello di svolgere una funzione di calmiere in relazione al prezzo dei farmaci, che al momento sono preparati dal farmacista nel laboratorio annesso alla farmacia, uno di carattere particolare, rivolto ai soci della nuova azienda, di restituzione, sotto forma di ristorno, di somme proporzionali agli acquisti effettuati. Da questo obiettivo, nasce il carattere cooperativo della nuova società, che effettivamente trova concretizzazione nello statuto della Cooperativa Farmaceutica il 26 gennaio 1890.
La legge sul riordino del servizio farmaceutico del 1888, che praticamente liberalizza l'esercizio, consente la nascita della prima farmacia sociale, nonostante la aperta ostilità dei farmacisti titolari, che porta all'apertura di una causa civile. Per mettersi al riparo da eventuali mutamenti legislativi, la nuova società accelera al massimo il processo di acquisizione di farmacie già istituite, arrivando ad annoverare, all'inizio del 1900, cinque farmacie e il laboratorio centralizzato, con gabinetto di analisi".
Tra le prime cinque farmacie acquisite dalla società, l'11 dicembre 1891, c'è anche quella di Giuseppe Brugnatelli. Qualche anno dopo la farmacia venne spostata (di poche decine di metri) da Via Torino 4, alla adiacente via Orefici 2 e attualmente è la prima delle 12 farmacie della società, (ancora operativa oggi) sotto il nome di farmacia Duomo (il Duomo è a due passi sia da via Torino che da via Orefici). Ancora qualche decina di anni fa, la farmacia conteneva alcuni degli arredi originali della farmacia di Via Torino.

martedì 23 settembre 2008

23 Settembre 2008

Andiamo un po' avanti con la storia di Pietro e Angioletta dopo il matrimonio. Molte cose non le so, alcune sì, altre le scoprirò, spero, scartabellando e chiedendo.
Dopo il matrimonio pare che Pietro e Angioletta si trasferiscano a Malnate, in provincia di Varese, dove l'11 agosto 1889 nascerà mio nonno Marco Ardemagni. Perché a Malnate, un paese che non è stato mai menzionato nel diario? Pare che lì fosse libero un posto da farmacista titolare per Pietro, posto che non era disponibile nella natia Miradolo. La distanza da Milano è più o meno la medesima (60 km circa) ma mentre Malnate è a nord-ovest, sulle colline del varesotto, Miradolo è a sud-est, verso la bassa. Non dimentichiamoci che dall'area della bassa oltre alla famiglia Ardemagni, cioè di Pietro, sono originari anche i Brugnatelli: Giuseppe, il padre di Angioletta, è nato a Pavia mentre suo fratello maggiore è nato a Corteolona. E tutti gravitano in qualche modo nell'area del pavese, forse lo stesso Pietro era arrivato alla farmacia dei Brugnatelli in quanto proveniente dalla stessa area, magari tramite amicizie comuni.
Questo trasferimento a nord, nel varesotto, appare abbastanza anomalo, forzato dalle circostanze. Però non dimentichiamoci che a Varese (comune che confina con Malnate) era in collegio il fratello più piccolo di Angioletta, Carlo, che poi diventerà dentista.
La mia sensazione è che anche i genitori di Angioletta si trasferiscano a Malnate con i due sposi, avvicinandosi anche al fratellino di Angioletta. Gli indizi a supporto di questa ipotesi sono due:
1) Giuseppe Brugnatelli, il papà di Angioletta, è citato, con riferimento al 1891, nel libro "La cava 2002. Vicende, personaggi, storia del territorio malnatese". L'ho trovato qualche tempo fa su un'anteprima di Google Book, ora non più disponibile. Occorrerà recuperare questo volume e saperne di più.
2) La farmacia di Via Torino viene venduta il 12 dicembre 1891. Il papà di Angioletta ha "solo" 59/60 anni, età che non giustifica, da sola, la dismissione dell'attività. Quindi ci deve essere qualche altro motivo. Ma questa cessione della farmacia, il cui atto trascriverò nei prossimi giorni, è un passaggio molto interessante da un punto di vista storico, per la storia milanese. Ne parleremo domani.

lunedì 22 settembre 2008

Lunedì 22 Settembre 2008

Il diario di Angioletta finisce con l'appunto pubblicato ieri che, ormai è quasi certo, dovrebbe essere stato scritto l'anno precedente (o addirittura qualche anno prima) e non nel 1888, così come tutti gli appunti successivi all'8 settembre 1888.
Ma non prima del 1879, prima di tutto perché Angioletta sarebbe stata troppo giovane, ma anche perché l'agendina è stata stampata sicuramente dopo il 1879. Come lo sappiamo? Perché nelle pagine finali dell'agendina sono stampate alcune pagine di informazioni postali che fanno riferimento al 1879: l'ESTRATTO DELLA LEGGE POSTALE DEL REGNO D'ITALIA (con i costi delle spedizioni postali); TASSE POSTALI PER L'ESTERO stabilite nella Convenzione per l'Unione postale universale entrata in vigore il 1° aprile 1879. (Poi altre sulle norme per la spedizione dei pacchi postali, le tariffe telegrafiche, gli stabilimenti della Banca Nazionale nel Regno d'Italia, una tabella per il calcolo degli interessi e alcune informazioni sulle tasse di bollo).

La terza di copertina dell'agendina aveva una piccola tasca che avevo aperto tempo fa, ma mai dopo aver iniziato a pubblicare il diario lo scorso gennaio, quindi mi ero completamente dimenticato cosa contenesse. La tasca conteneva tre cose: una foto di Angioletta, un bustina con un cartoncino piccolissimo (circa 3x7cm): Pietro Ardemagni e Angioletta Brugnatelli Fidanzati Milano, febbraio 1888; e una bustina in cattive condizioni con uno stemma, la scritta FARMACIA ARDEMAGNI MIRADOLO, e alcuni appunti scritti a mano abbastanza difficili da decifrare: N°6 perle ecc.

Quest'ultima busta potrebbe introdurre al racconto di cosa è successo ad Angioletta e Pietro dopo il matrimonio a partire dalla nascita di mio nonno Marco Ardemagni, l' 11 agosto 1889, il cui nome, come vuole il racconto familiare, è stato ispirato ad Angioletta dalla lettura di Marco Visconti, il romanzo di Tommaso Grossi, regalatole da Pietro il 21 luglio 1888. Marco sarà il loro unico figlio.

Giorno 21

Oggi giorno 21 con un sole splendido ed un cielo sereno ci siamo alzati ed alle [2?] partiremo alla volta di Torino. Col treno che parte alle 2.20 da Susa in un vagone di terza classe abbastanza comodo partimmo alla volta di Torino. Non è a dirsi il dispiacere che provai ad abbandonare quei luoghi così deliziosi dove non solo l'occhio ma anche il cuore rimaneva estatico innanzi a così bella natura. Il viaggio non fu molto allegro da parte di tutti. Arrivati a Torino ci recammo a trovare la Gigia e di lì con una vettura all'Albergo Prussia sotto ai Portici dove ci trovammo benissimo per vitto ed alloggio. Alla sera in compagnia dei cari cugini al caffè Romano a godere un po di musica ed operetta e di lì alla maison a riposarci che davvero ne abbiamo estremo bisogno.



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sabato 20 settembre 2008

Giorno 20

Questa mattina giorno 20 ci siamo svegliati colla pioggia che poi fortuna volle cessò e ci lasciò liberi di passeggiare un poco verso il nostro amato Moncenisio che chissà se mi sarà dato di rivedere ancora. Ci siamo fermate io ed Emma sulla strada a discorrere delle nostre faccende e poi adagio adagio sempre ammirando ciò che di bello ci circonda siamo ritornati al nostro Albergo. Pranzato ci siamo recati sotto i portici a passeggiare indi a casa dove con un buon organetto abbiamo fatto quattro salti e dopo stanchi e lassi ci siamo coricati che davvero ne avevamo il bisogno.






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venerdì 19 settembre 2008

Giorni 18 e 19

Ieri giorno 18 nulla di immemorabile anzi una giornata alquanto noiosa nessuno di buon umore. Emma si fermò a letto col mal di capo io mal di denti quindi malinconia su tutta la linea. Al dopopranzo siamo andati a fare la solita passeggiata all'Ospizio. Di ritorno a casa a letto subito ed alla mattina dopo una buona colazione salutati da quei buoni albergatori partimmo alla volta di Susa. Il viaggio fu felicissimo fortunati anche nel tempo circondati da continui monti, quà e la cascatelle, la Dora che ai piedi scorre, sui verdeggianti tappeti sparsi quà e là mucche guidate da pastori e pastorelle capre e pecore che sembra devono cadere da un momento all'altro da quei dirupi, macigni pendenti un complesso di cose che rendono ameni questi stupendi siti. Arrivati a Susa verso le 7 con un appettito da alpinisti abbiamo mangiato di gusto e poi sebbene il tempo non fosse molto favorevole pure non abbandonammo l'idea di fare la nostra solita passeggiata notturna e per un viottolo alquanto oscuro facemmo quasi un Chil.ro.




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giovedì 18 settembre 2008

Giorno 18

Le ultime pagine del diario di Angioletta si colorano di giallo. Quando sono state compilate? Finora avevo dato per scontato che si trattasse del viaggio di nozze a Torino, a Susa e in Alta Savoia. Eppure troppe cose non tornano. Intanto manca l'abituale indicazione dell'anno (1888) che Angioletta aggiungeva a mano di fianco alla data, visto che l'agendina era una di quelle generiche che potevano essere utilizzate per più anni ed in effetti era stata già in parte utilizzata per due brevi appunti nel 1887 (2 agosto e 6 settembre). Ma dopo il breve appunto dell'8 settembre (1888), giorno del matrimonio civile, Angioletta non aggiunge più l'anno. Strano!

Inoltre da questo punto in poi gli appunti non seguono più le date della pagine e anche la sequenza temporale si perde un poco. Cerchiamo di mettere ordine.

Appunto 2 (vedi nota): Lo spazio del 9 settembre (e parte del 10) viene occupato da un appunto a matita ("Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione") dove il 9 prestampato è corretto a mano da un "12", come se Angioletta volesse dirci che ha utilizzato la pagina del 9 settembre ma si riferiva di fatto a un giorno 12, ma l'anno non è indicato e che sia settembre possiamo intuirlo solo dal fatto che non ha corretto anche il mese. Giorno 12.

Appunto 1: Nella pagina successiva, nello spazio dell'11 settembre, troviamo un altro appunto a matita ("Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti."  E poi, invadendo lo spazio del 12, Angioletta racconta: "Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.". Giorno 11

Nota: Dopo varie ipotesi ho trovato che la ricostruzione più ovvia sia la seguente: Angioletta inizia ad utilizzare l'11 settembre la sera, raccontando le sue impressioni su Torino maturate in quella data (verosimilmente l'11 settembre 1887), poi si accorge di non aver raccontato la parte logistica (partenza da Milano, nome dell'albergo) e invade lo spazio del 12. Anche l'umore conferma questa ipotesi: di giorno è triste, la notte agitata. Poi, per non invadere anche lo spazio del 13 decide di scrivere gli appunti relativi al 12 settembre nella pagina rimasta bianca del 9 settembre. Segnando, per l'appunto 12.  Qui racconta la salita ai cappuccini e l'umore allegro, con indisposizione serale. Quindi di fatto l'appunto 2 precede temporalmente e non segue l'appunto 1.

Appunto 3: Poi, dallo spazio 13 settembre, inizia a raccontare il viaggio nei dettagli, ma i suoi appunti sono molto più lunghi del solito e invadono le pagine successive: quello di una sola giornata (probabilmente il 13) occupa il 13, il 14 e il 15 "Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto."  Giorno 13

Appunto 4: Quello del giorno successivo, verosimilmente il 14 nella vita reale, occupa lo spazio dal 16 fino a metà del 21 settembre: "Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.Giorno 14

Appunto 5: Il giorno successivo (probabilmente il 15), riprendendo dalla pagina prestampata come "21 settembre" Angioletta scrive: "Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città. Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due paesini francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo * all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto". Questo appunto occupa fino a metà spazio del 25 settembre (dopo l'asterisco la matita viene abbandonata per tornare a scrivere a inchiostro). Giorno 15.

Appunto 6: Poi riprende (dalla metà 25 settembre) annotando (e dovremmo essere di fatto al 16): "Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri* poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto". (Il testo qui arriva allo spazio del 28 settembre, mentre dovremmo essere sempre al giorno 16, e dopo l'asterisco torna a matita). Giorno 16.

Appunto 7: Finalmente, riprendendo a scrivere sullo spazio del giorno 28 settembre, Angioletta ci riallinea con le date! (almeno per quanto riguarda il numero del giorno): "Questo giorno 17 dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono.* Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera". (Dopo l'asterisco torna a inchiostro). Giorno 17.

Ok Angioletta siamo al giorno 17, siete partiti da Milano l'11. Di che mese? Probabilmente settembre. Ma di che anno? Forse non è il 1888! E quello non è il viaggio di nozze. Si tratta magari una vacanza fatta l'anno prima o, perché no?, qualche anno dopo, che viene però annotata sul diario del 1888 conservato gelosamente (si tratta pur sempre dell'anno in cui Angioletta si è fidanzata e sposata). Particolare anche il fatto che durante questi giorni di gita la scrittura torrenziale la facesse esorbitare lo spazio ristretto delle singole giornate che di solito era quasi sempre sufficiente a racchiudere il resoconto delle giornate milanesi. Mancano ancora solo tre giorni di racconto di viaggio e compariranno altri personaggi incompatibili con l'ipotesi "viaggio di nozze". Senza contare che, come molti hanno fatto notare, Angioletta non parla mai di Pietro. Potremmo indagare ulteriormente, qualche elemento c'è, ma la mia ipotesi è che queste pagine raccontino un viaggio dell'estate 1887, cioè dell'estate prima.

Resta però un dubbio: Angioletta con precisione incredibile (e sospetta) utilizza gli spazi dell'agenda a partire dal 9 settembre che, guarda caso, sono le pagine successive a quelle utilizzate nel 1888 matrimonio.  Se le avesse occupate l'anno prima sarebbe stato davvero profetico da parte sua!

E se invece la realtà fosse diversa? Se lei, da brava mogliettina avesse deciso di chiudere il suo diario intimo con il matrimonio l'8 settembre del 1888 e poi, avesse deciso deciso di utilizzare le pagine lasciate bianche nel 1888 in un viaggio degli anni successivi a cui non aveva preso parte il marito (oppure a cui aveva preso parte senza essere comunque menzionato, anche se questo è più improbabile?)

Infine, seguono gli appunti finali della gita:
Appunto 8: (occupa lo spazio in agenda dalla metà del 30 settembre a quasi alla fine del 4 ottobre): Giorni 18 e 19, raccontati il 19.

Appunto 9:  (occupa lo spazio da verso la fine del 4 ottobre, supera la cancellatura del 5 causata dall'errore nel girar pagina, e si chiude a metà dello spazio del 7 ottobre): Giorno 20.

Appunto 10: (occupa lo spazio da metà del 7 ottobre a metà del 19 ottobre): Giorno 21.

mercoledì 17 settembre 2008

Giorno 17

Questo giorno (17) dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono. Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera.




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martedì 16 settembre 2008

Giorno 16

Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto.




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lunedì 15 settembre 2008

Giorno 15

Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città.
Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due [paesini] francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto.






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