lunedì 29 settembre 2008

Il quaderno di Emma

A lungo le vicende di Emma Brugnatelli si intrecciano con quelle della cugina Angioletta nei giorni del 1888 in cui viene steso il diario. Tra le due amicizia, ma anche gelosia. Il 6 aprile il Pietro "pospone" la sua Angioletta "a contatto dell'Emma" (immaginiamo Angioletta intendesse "a confronto"). Poi il 5 agosto 1888 Ercole, il padre di Emma, muore ed Angioletta pare aiutare Emma in quei giorni difficili.
Di Emma sappiamo meno, non sappiamo quanti anni avesse, ma sembra che dopo il matrimonio di Angioletta le due vite si siano abbastanza separate. Più "familiare" quella di Angioletta, più vivace e mondana quella di Emma, di cui ci resta un quaderno molto diverso rispetto al diario di Angioletta. Diverso per dimensioni, più grande e con copertina più rigida, ma soprattutto diverso nel contenuto, si tratta di una specie di album in cui Emma faceva scrivere ai propri amici alcuni pensieri (spesso citazioni, ma non sempre, di autori famosi) o fare disegni. La stesura pare andare dal 1891 al 1903 con riferimenti ad ambienti milanesi, del lago di Como e veneti-friulani con alcuni nomi dell'entourage di Fogazzaro. Nei prossimi giorni inizieremo a dare un'occhiata anche a questo quaderno.

domenica 28 settembre 2008

28 Settembre 2008

E allora ecco un'altra letterina di Marco, questa volta indirizzata al Babbo, in occasione del suo Onomastico che, come abbiamo visto già dal diario di Angioletta, all'epoca veniva festeggiato più del compleanno. La lettera risulta scritta il 24/6/1898, qualche giorno prima dell'onomastico di Pietro, tipicamente, già allora, celebrato il 29 giugno con S.Paolo. A meno che, per qualche strano accidente l'onomastico di Pietro non venisse festeggiato il 24 giugno, cioè a S.Giovanni (Battista). Un'altro piccolo flash di vita familiare di Pietro, Angioletta e Marco. Ma presto torneremo ad occuparci della cugina Emma.
Caro babbo,
Io ti faccio tanti Auguri pel tuo Onomastico. Io mi sento nel cuore come un martello. Ho [sic] che gioia! che gioia a sentire che è il tuo Onomastico. Io ti prometto che in avanti sarò sempre ubbidiente, studioso e buono e renderti così contento.
Ricevi tanti bacioni, ed evviva dal tuo aff mo
Figlio Marco
Li 24/6/98

sabato 27 settembre 2008

27 Settembre 2008

Dopo qualche anno però troviamo finalmente Marco a Malnate, immaginiamo con tutta la famiglia. Ha poco più di sette anni quando scrive questa toccante letterina di Natale alla nonna. Immaginiamo si tratti della mamma di Angioletta, sempre nell'ipotesi che lei e il marito abbiano seguito la figlia a Malnate, ma non si spiega perché non la dedichi anche al nonno (ancora vivo alla data). L'ipotesi alternativa è che la lettera sia indirizzata alla nonna paterna, che sappiamo essere ancora viva alla data (mentre non ci è nota la data di morte del padre di Pietro). Quale che sia la nonna ecco il tenore della letterina:
Mia carissima Nonna
Sento in me una gioia così fresca, così abbondante, così pura, che a spiegare mi riuscirebbe impossibile se questo non fosse il giorno del Santo Natale.
Il mio cuore, diletta nonna, ripete il tuo nome e palpita affettuosamente: i benefizi onde mi colmi, ricorda ed apprezza, è pieno di riconoscenza, ti augura tutti quei beni, tutte quelle felicitazioni, che un figlio ben nato sospira per i suoi genitori.
Ascolti il Signore la preghiera, che in questo dì caro e solenne, tacitamente a Lui innalzerà l'anima mia, e lieto della tua felicità, vivrà sempre
Malnate, il Natale del 1896.
Il tuo aff.mo Nipote Marco

venerdì 26 settembre 2008

26 Settembre 2008

Allora riepiloghiamo: Pietro Ardemagni e Angioletta Brugnatelli, fidanzati da febbraio, si sposano civilmente l'8 (a Milano) e in chiesa il 9 settembre 1888 (a S.Stefano Lodigiano). Quindi si trasferiscono da Milano a Malnate (vicino a Varese), dove c'è una farmacia "libera" per Pietro e dove l'11 agosto 1889 nasce il loro unico figlio Marco. Probabilmente li seguono i genitori di lei, perché l'11 dicembre 1891, il padre di Angioletta vende l'attività della farmacia e chiude il contratto di locazione del negozio e dell'abitazione di Via Torino 4 e in nessun documento successivo si fa più riferimento all'indirizzo di Via Torino. Dei primi anni di matrimonio di Pietro e Angioletta, a Malnate, sappiamo poco.
Ma facciamo un piccolo passo indietro: dalle carte spunta una lettera datata Carate 3/[3]/90 a firma B.Restelli:
Preg.tmo Signor Pietro!
Per combinazione viene a Milano il mio Amico, ed io lo mando qui a prendere il [Sempino e Cucogi] d'uso come d'accordo ieri.
Il Marco sta benissimo, noi pure così voglio sperare di loro tutti.
Tanti saluti a tutti e sono suo [a mò servo] B. Restelli
Consegni pure al latore che è ben consegnato
Carate 3/[3]/90

A parte le parole non perfettamente leggibili, parrebbe che "il" (tipico uso lombardo di far precedere il nome proprio da un articolo) Marco, che allora aveva meno un anno (il mese non si legge perfettamente, ma sembra un 3 di marzo) fosse (a balia?) da questi signori Restelli di Carate (Carate è in Brianza, a 40km da Malnate e a circa 30 da Milano). La lettera sembra anche immaginare un incontro a Milano tra l'amico fidato di Restelli e Pietro che avrebbe dovuto consegnare dei soldi per il mantenimento del figlio presso i Restelli.
Ma perché non si tenevano il Marcolino a Malnate?

giovedì 25 settembre 2008

25 Settembre 2008

Il giorno 11 Dicembre 1891, come dicevamo ieri, la farmacia di Via Torino viene venduta da Giuseppe Brugnatelli alla Società anonima cooperativa Farmaceutica in Milano. Società che, non sappiamo attraverso quali evoluzioni societarie, ancora adesso detiene la farmacia (sia pure trasferita di poche decine di metri in via Orefici).
Per chi non ha paura di annoiarsi ho provveduto a trascrivere (ok mi è costato qualche ora di lavoro...) l'atto di vendita che si può ora trovare qui.
Sono diciotto pagine dalle quali si scoprono alcune cose interessanti:
1. Il costo totale della compravendita è di £ 37.000 versate in quattro tranche (l'ultima nel Giugno 1893).
2. La farmacia passa negli anni attraverso diverse mani: dal sig. Vandoni al sig. Del Conte (1815), al sig. Nicoli (1816), al sig. Tibaldi (1836), ai coniugi Giussani e Mantovani (1844), al sig. Corbellini (1857)
3. L'autorizzazione all'esercizio della Farmacia è stato rilasciato a Brugnatelli, il padre di Angioletta, a Firenze il 27 Maggio 1867
4. Molto probabilmente sia la farmacia che i locali annessi e quelli, nello stesso palazzo, in cui vivevano i Brugnatelli (e Pietro) non erano di loro proprietà ma erano presi in affitto da un certo Signor Legnani per circa 3300 lire annue (825 a trimestre).
5. Scopriamo anche la lista completa dei mobili contenuti nella farmacia (vedi punto 1 dell'atto di vendita), compreso il banco di noce e le scansie a vetri.
6. Infine veniamo a sapere che il Sig. Argenti, spesso citato nel diario come frequentatore abituale di casa Brugnatelli, citato nell'atto di compravendita come teste, è "Argenti Ambrogio fu Pietro, nato e domiciliato in Milano Via Carlo Alberto (l'attuale corso Vittorio Emanuele), N.30, ragioniere".

mercoledì 24 settembre 2008

24 Settembre 2008

Nella Guida di Milano per l'anno 1888 (alla pagina 913) sono elencate ottanta farmacie, tra cui quella di Giuseppe Brugnatelli, il padre di Angioletta, in via Torino 4. A Milano, il 26 gennaio 1890, un anno dopo il matrimonio di Angioletta, nasce a Milano la Società anonima cooperativa farmaceutica, come racconta il sito della società, ancora operativa oggi. La società, che nasce con "finalità mutualistiche intese a soddisfare gli interessi morali, assistenziali e culturali dei suoi Soci" inizia ad acquisire alcune delle farmacie centrali.
Sul sito della società si racconta in dettaglio la storia di quegli anni: "A Milano, nel 1889, all'interno di un'associazione di impiegati civili, nasce, da parte di un gruppo di aderenti, l'idea di promuovere la creazione di una società che gestisca farmacie aperte al pubblico con due principali obiettivi: uno di carattere generale, cioè rivolto a tutti gli utenti delle future farmacie, sarà quello di svolgere una funzione di calmiere in relazione al prezzo dei farmaci, che al momento sono preparati dal farmacista nel laboratorio annesso alla farmacia, uno di carattere particolare, rivolto ai soci della nuova azienda, di restituzione, sotto forma di ristorno, di somme proporzionali agli acquisti effettuati. Da questo obiettivo, nasce il carattere cooperativo della nuova società, che effettivamente trova concretizzazione nello statuto della Cooperativa Farmaceutica il 26 gennaio 1890.
La legge sul riordino del servizio farmaceutico del 1888, che praticamente liberalizza l'esercizio, consente la nascita della prima farmacia sociale, nonostante la aperta ostilità dei farmacisti titolari, che porta all'apertura di una causa civile. Per mettersi al riparo da eventuali mutamenti legislativi, la nuova società accelera al massimo il processo di acquisizione di farmacie già istituite, arrivando ad annoverare, all'inizio del 1900, cinque farmacie e il laboratorio centralizzato, con gabinetto di analisi".
Tra le prime cinque farmacie acquisite dalla società, l'11 dicembre 1891, c'è anche quella di Giuseppe Brugnatelli. Qualche anno dopo la farmacia venne spostata (di poche decine di metri) da Via Torino 4, alla adiacente via Orefici 2 e attualmente è la prima delle 12 farmacie della società, (ancora operativa oggi) sotto il nome di farmacia Duomo (il Duomo è a due passi sia da via Torino che da via Orefici). Ancora qualche decina di anni fa, la farmacia conteneva alcuni degli arredi originali della farmacia di Via Torino.

martedì 23 settembre 2008

23 Settembre 2008

Andiamo un po' avanti con la storia di Pietro e Angioletta dopo il matrimonio. Molte cose non le so, alcune sì, altre le scoprirò, spero, scartabellando e chiedendo.
Dopo il matrimonio pare che Pietro e Angioletta si trasferiscano a Malnate, in provincia di Varese, dove l'11 agosto 1889 nascerà mio nonno Marco Ardemagni. Perché a Malnate, un paese che non è stato mai menzionato nel diario? Pare che lì fosse libero un posto da farmacista titolare per Pietro, posto che non era disponibile nella natia Miradolo. La distanza da Milano è più o meno la medesima (60 km circa) ma mentre Malnate è a nord-ovest, sulle colline del varesotto, Miradolo è a sud-est, verso la bassa. Non dimentichiamoci che dall'area della bassa oltre alla famiglia Ardemagni, cioè di Pietro, sono originari anche i Brugnatelli: Giuseppe, il padre di Angioletta, è nato a Pavia mentre suo fratello maggiore è nato a Corteolona. E tutti gravitano in qualche modo nell'area del pavese, forse lo stesso Pietro era arrivato alla farmacia dei Brugnatelli in quanto proveniente dalla stessa area, magari tramite amicizie comuni.
Questo trasferimento a nord, nel varesotto, appare abbastanza anomalo, forzato dalle circostanze. Però non dimentichiamoci che a Varese (comune che confina con Malnate) era in collegio il fratello più piccolo di Angioletta, Carlo, che poi diventerà dentista.
La mia sensazione è che anche i genitori di Angioletta si trasferiscano a Malnate con i due sposi, avvicinandosi anche al fratellino di Angioletta. Gli indizi a supporto di questa ipotesi sono due:
1) Giuseppe Brugnatelli, il papà di Angioletta, è citato, con riferimento al 1891, nel libro "La cava 2002. Vicende, personaggi, storia del territorio malnatese". L'ho trovato qualche tempo fa su un'anteprima di Google Book, ora non più disponibile. Occorrerà recuperare questo volume e saperne di più.
2) La farmacia di Via Torino viene venduta il 12 dicembre 1891. Il papà di Angioletta ha "solo" 59/60 anni, età che non giustifica, da sola, la dismissione dell'attività. Quindi ci deve essere qualche altro motivo. Ma questa cessione della farmacia, il cui atto trascriverò nei prossimi giorni, è un passaggio molto interessante da un punto di vista storico, per la storia milanese. Ne parleremo domani.

lunedì 22 settembre 2008

Lunedì 22 Settembre 2008

Il diario di Angioletta finisce con l'appunto pubblicato ieri che, ormai è quasi certo, dovrebbe essere stato scritto l'anno precedente (o addirittura qualche anno prima) e non nel 1888, così come tutti gli appunti successivi all'8 settembre 1888.
Ma non prima del 1879, prima di tutto perché Angioletta sarebbe stata troppo giovane, ma anche perché l'agendina è stata stampata sicuramente dopo il 1879. Come lo sappiamo? Perché nelle pagine finali dell'agendina sono stampate alcune pagine di informazioni postali che fanno riferimento al 1879: l'ESTRATTO DELLA LEGGE POSTALE DEL REGNO D'ITALIA (con i costi delle spedizioni postali); TASSE POSTALI PER L'ESTERO stabilite nella Convenzione per l'Unione postale universale entrata in vigore il 1° aprile 1879. (Poi altre sulle norme per la spedizione dei pacchi postali, le tariffe telegrafiche, gli stabilimenti della Banca Nazionale nel Regno d'Italia, una tabella per il calcolo degli interessi e alcune informazioni sulle tasse di bollo).

La terza di copertina dell'agendina aveva una piccola tasca che avevo aperto tempo fa, ma mai dopo aver iniziato a pubblicare il diario lo scorso gennaio, quindi mi ero completamente dimenticato cosa contenesse. La tasca conteneva tre cose: una foto di Angioletta, un bustina con un cartoncino piccolissimo (circa 3x7cm): Pietro Ardemagni e Angioletta Brugnatelli Fidanzati Milano, febbraio 1888; e una bustina in cattive condizioni con uno stemma, la scritta FARMACIA ARDEMAGNI MIRADOLO, e alcuni appunti scritti a mano abbastanza difficili da decifrare: N°6 perle ecc.

Quest'ultima busta potrebbe introdurre al racconto di cosa è successo ad Angioletta e Pietro dopo il matrimonio a partire dalla nascita di mio nonno Marco Ardemagni, l' 11 agosto 1889, il cui nome, come vuole il racconto familiare, è stato ispirato ad Angioletta dalla lettura di Marco Visconti, il romanzo di Tommaso Grossi, regalatole da Pietro il 21 luglio 1888. Marco sarà il loro unico figlio.

Giorno 21

Oggi giorno 21 con un sole splendido ed un cielo sereno ci siamo alzati ed alle [2?] partiremo alla volta di Torino. Col treno che parte alle 2.20 da Susa in un vagone di terza classe abbastanza comodo partimmo alla volta di Torino. Non è a dirsi il dispiacere che provai ad abbandonare quei luoghi così deliziosi dove non solo l'occhio ma anche il cuore rimaneva estatico innanzi a così bella natura. Il viaggio non fu molto allegro da parte di tutti. Arrivati a Torino ci recammo a trovare la Gigia e di lì con una vettura all'Albergo Prussia sotto ai Portici dove ci trovammo benissimo per vitto ed alloggio. Alla sera in compagnia dei cari cugini al caffè Romano a godere un po di musica ed operetta e di lì alla maison a riposarci che davvero ne abbiamo estremo bisogno.



- Torna al giorno precedente: Giorno 20

sabato 20 settembre 2008

Giorno 20

Questa mattina giorno 20 ci siamo svegliati colla pioggia che poi fortuna volle cessò e ci lasciò liberi di passeggiare un poco verso il nostro amato Moncenisio che chissà se mi sarà dato di rivedere ancora. Ci siamo fermate io ed Emma sulla strada a discorrere delle nostre faccende e poi adagio adagio sempre ammirando ciò che di bello ci circonda siamo ritornati al nostro Albergo. Pranzato ci siamo recati sotto i portici a passeggiare indi a casa dove con un buon organetto abbiamo fatto quattro salti e dopo stanchi e lassi ci siamo coricati che davvero ne avevamo il bisogno.






- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 21
- Torna al giorno precedente: Giorno 19

venerdì 19 settembre 2008

Giorni 18 e 19

Ieri giorno 18 nulla di immemorabile anzi una giornata alquanto noiosa nessuno di buon umore. Emma si fermò a letto col mal di capo io mal di denti quindi malinconia su tutta la linea. Al dopopranzo siamo andati a fare la solita passeggiata all'Ospizio. Di ritorno a casa a letto subito ed alla mattina dopo una buona colazione salutati da quei buoni albergatori partimmo alla volta di Susa. Il viaggio fu felicissimo fortunati anche nel tempo circondati da continui monti, quà e la cascatelle, la Dora che ai piedi scorre, sui verdeggianti tappeti sparsi quà e là mucche guidate da pastori e pastorelle capre e pecore che sembra devono cadere da un momento all'altro da quei dirupi, macigni pendenti un complesso di cose che rendono ameni questi stupendi siti. Arrivati a Susa verso le 7 con un appettito da alpinisti abbiamo mangiato di gusto e poi sebbene il tempo non fosse molto favorevole pure non abbandonammo l'idea di fare la nostra solita passeggiata notturna e per un viottolo alquanto oscuro facemmo quasi un Chil.ro.




- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 20
- Torna al giorno precedente: Giorno 17

giovedì 18 settembre 2008

Giorno 18

Le ultime pagine del diario di Angioletta si colorano di giallo. Quando sono state compilate? Finora avevo dato per scontato che si trattasse del viaggio di nozze a Torino, a Susa e in Alta Savoia. Eppure troppe cose non tornano. Intanto manca l'abituale indicazione dell'anno (1888) che Angioletta aggiungeva a mano di fianco alla data, visto che l'agendina era una di quelle generiche che potevano essere utilizzate per più anni ed in effetti era stata già in parte utilizzata per due brevi appunti nel 1887 (2 agosto e 6 settembre). Ma dopo il breve appunto dell'8 settembre (1888), giorno del matrimonio civile, Angioletta non aggiunge più l'anno. Strano!

Inoltre da questo punto in poi gli appunti non seguono più le date della pagine e anche la sequenza temporale si perde un poco. Cerchiamo di mettere ordine.

Appunto 2 (vedi nota): Lo spazio del 9 settembre (e parte del 10) viene occupato da un appunto a matita ("Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione") dove il 9 prestampato è corretto a mano da un "12", come se Angioletta volesse dirci che ha utilizzato la pagina del 9 settembre ma si riferiva di fatto a un giorno 12, ma l'anno non è indicato e che sia settembre possiamo intuirlo solo dal fatto che non ha corretto anche il mese. Giorno 12.

Appunto 1: Nella pagina successiva, nello spazio dell'11 settembre, troviamo un altro appunto a matita ("Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti."  E poi, invadendo lo spazio del 12, Angioletta racconta: "Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.". Giorno 11

Nota: Dopo varie ipotesi ho trovato che la ricostruzione più ovvia sia la seguente: Angioletta inizia ad utilizzare l'11 settembre la sera, raccontando le sue impressioni su Torino maturate in quella data (verosimilmente l'11 settembre 1887), poi si accorge di non aver raccontato la parte logistica (partenza da Milano, nome dell'albergo) e invade lo spazio del 12. Anche l'umore conferma questa ipotesi: di giorno è triste, la notte agitata. Poi, per non invadere anche lo spazio del 13 decide di scrivere gli appunti relativi al 12 settembre nella pagina rimasta bianca del 9 settembre. Segnando, per l'appunto 12.  Qui racconta la salita ai cappuccini e l'umore allegro, con indisposizione serale. Quindi di fatto l'appunto 2 precede temporalmente e non segue l'appunto 1.

Appunto 3: Poi, dallo spazio 13 settembre, inizia a raccontare il viaggio nei dettagli, ma i suoi appunti sono molto più lunghi del solito e invadono le pagine successive: quello di una sola giornata (probabilmente il 13) occupa il 13, il 14 e il 15 "Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto."  Giorno 13

Appunto 4: Quello del giorno successivo, verosimilmente il 14 nella vita reale, occupa lo spazio dal 16 fino a metà del 21 settembre: "Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.Giorno 14

Appunto 5: Il giorno successivo (probabilmente il 15), riprendendo dalla pagina prestampata come "21 settembre" Angioletta scrive: "Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città. Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due paesini francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo * all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto". Questo appunto occupa fino a metà spazio del 25 settembre (dopo l'asterisco la matita viene abbandonata per tornare a scrivere a inchiostro). Giorno 15.

Appunto 6: Poi riprende (dalla metà 25 settembre) annotando (e dovremmo essere di fatto al 16): "Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri* poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto". (Il testo qui arriva allo spazio del 28 settembre, mentre dovremmo essere sempre al giorno 16, e dopo l'asterisco torna a matita). Giorno 16.

Appunto 7: Finalmente, riprendendo a scrivere sullo spazio del giorno 28 settembre, Angioletta ci riallinea con le date! (almeno per quanto riguarda il numero del giorno): "Questo giorno 17 dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono.* Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera". (Dopo l'asterisco torna a inchiostro). Giorno 17.

Ok Angioletta siamo al giorno 17, siete partiti da Milano l'11. Di che mese? Probabilmente settembre. Ma di che anno? Forse non è il 1888! E quello non è il viaggio di nozze. Si tratta magari una vacanza fatta l'anno prima o, perché no?, qualche anno dopo, che viene però annotata sul diario del 1888 conservato gelosamente (si tratta pur sempre dell'anno in cui Angioletta si è fidanzata e sposata). Particolare anche il fatto che durante questi giorni di gita la scrittura torrenziale la facesse esorbitare lo spazio ristretto delle singole giornate che di solito era quasi sempre sufficiente a racchiudere il resoconto delle giornate milanesi. Mancano ancora solo tre giorni di racconto di viaggio e compariranno altri personaggi incompatibili con l'ipotesi "viaggio di nozze". Senza contare che, come molti hanno fatto notare, Angioletta non parla mai di Pietro. Potremmo indagare ulteriormente, qualche elemento c'è, ma la mia ipotesi è che queste pagine raccontino un viaggio dell'estate 1887, cioè dell'estate prima.

Resta però un dubbio: Angioletta con precisione incredibile (e sospetta) utilizza gli spazi dell'agenda a partire dal 9 settembre che, guarda caso, sono le pagine successive a quelle utilizzate nel 1888 matrimonio.  Se le avesse occupate l'anno prima sarebbe stato davvero profetico da parte sua!

E se invece la realtà fosse diversa? Se lei, da brava mogliettina avesse deciso di chiudere il suo diario intimo con il matrimonio l'8 settembre del 1888 e poi, avesse deciso deciso di utilizzare le pagine lasciate bianche nel 1888 in un viaggio degli anni successivi a cui non aveva preso parte il marito (oppure a cui aveva preso parte senza essere comunque menzionato, anche se questo è più improbabile?)

Infine, seguono gli appunti finali della gita:
Appunto 8: (occupa lo spazio in agenda dalla metà del 30 settembre a quasi alla fine del 4 ottobre): Giorni 18 e 19, raccontati il 19.

Appunto 9:  (occupa lo spazio da verso la fine del 4 ottobre, supera la cancellatura del 5 causata dall'errore nel girar pagina, e si chiude a metà dello spazio del 7 ottobre): Giorno 20.

Appunto 10: (occupa lo spazio da metà del 7 ottobre a metà del 19 ottobre): Giorno 21.

mercoledì 17 settembre 2008

Giorno 17

Questo giorno (17) dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono. Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera.




- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorni 18 e 19
- Torna al giorno precedente: Giorno 16

martedì 16 settembre 2008

Giorno 16

Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto.




- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 17
- Torna al giorno precedente: Giorno 15

lunedì 15 settembre 2008

Giorno 15

Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città.
Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due [paesini] francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto.






- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 16
- Torna al giorno precedente: Giorno 14

domenica 14 settembre 2008

Giorno 14

Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.






- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 15
- Torna al giorno precedente: Giorno 13

sabato 13 settembre 2008

Giorno 13

Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto.




- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 14
- Torna al giorno precedente: Giorno 12

venerdì 12 settembre 2008

Giorno 12

Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione.


- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 13
- Torna al giorno precedente: Giorno 11

giovedì 11 settembre 2008

Giorno 11

Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti.
Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.

 
Nota: In questa lunga nota cerchiamo di dare conto delle ultime pagine del diario di Angioletta.Come abbiamo visto, alla vigilia delle proprie nozze, cioè l'8 settembre (1888), Angioletta sul proprio diario scrive un ultimo appunto quotidiano, che viene integrato da una ulteriore nota (che si trova nella sezione "Annotazioni" in fondo al diario) la quale porta la stessa data. Poi succede una cosa strana: ci aspetteremmo un appunto in data 9 settembre relativo all'avvenuto matrimonio in Chiesa, invece gli spazi sull'agenda a partire dal 9 settembre (data delle nozze) al 10 ottobre sono occupati dal racconto di un viaggio di una decina di giorni con pernottamenti a Torino, Susa, Moncenisio (dove Angioletta rimane alcuni giorni) e di nuovo Susa e Torino. Si potrebbe pensare al viaggio di nozze, ma queste pagine presentano alcune difficoltà di interpretazione che non rendono chiaro quando si sia svolto effettivamente questo viaggio e soprattutto con chi abbia viaggiato Angioletta. Le difficoltà sono le seguenti: - Diversamente dal solito, Angioletta non aggiunge l'indicazione dell'anno (1888 o 1887) sull'agenda; - Sempre diversamente dal solito, Angioletta non rispetta la scansione in giorni prevista dall'agenda, ma espande la narrazione di alcune giornate sugli spazi di più giorni, con i cambi di giornata anche nel mezzo degli spazi; - Soltanto da un certo punto in poi, ovvero dal giorno 17, Angioletta indica la data del giorno, ma senza precisare mese ed anno; - In un caso Angioletta, nello scrivere gira per sbaglio due pagine, iniziando a scrivere più avanti, poi si accorge, cancella qualche riga e torna indietro a scrivere nelle due pagine lasciate bianche in mezzo; - Persino la sequenza temporale non è rispettata rigorosamente, specialmente all'inizio: il primo appunto che si trova scorrendo l'agenda (nello spazio del 9 settembre) parla dell'ascesa con la funicolare al Monte dei Cappuccini (a Torino);mentre il racconto del viaggio da Milano a Torino (che necessariamente deve essere avvenuto prima) si trova più sotto, nello spazio del 12 settembre; - Non è nemmeno chiaro con chi viaggi Angioletta. Quasi certamente con altre tre persone.Come dicevamo, l'ipotesi più immediata è che si tratti del viaggio di nozze di Angioletta e Pietro al Cenisio in qualche modo prefigurato dall'appunto del 16 marzo "Ritornai alla sera ancora e passammo circa due ore in sua cara compagnia, appoggiando il mio capo sul suo omero raccontando del nostro idillio futuro, quando soli col nostro amore saremo al Cenisio, circondati da una natura più che ridente". Invece certamente non sono soli. Ma ci sono alcuni dubbi persino sulla effettiva presenza di Pietro il quale non viene menzionato una sola volta, mentre sono citate la cugina Emma e la Mamma. Nell'appunto indicato come "giorno 17" infatti leggiamo: "Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata".


- La mancata citazione di Pietro, la mancanza di qualsiasi riferimento al recente matrimonio e la presenza della mamma e della cugina Emma potrebbe fare pensare a un viaggio svolto precedentemente rispetto al matrimonio (settembre 1888) e persino prima del fidanzamento con Pietro (gennaio 1888). Certamente però dopo il dicembre 1885, in quanto la funicolare al Monte dei Cappuccini di Torino viene inaugurata in quel mese e lo stesso albergo della Bonne Femme, citato come alloggio all'andata, viene ristrutturato con via Pietro Micca nel 1886.



Cerchiamo di mettere ordine.

A) Lo spazio del 9 settembre (e parte del 10) viene occupato da un appunto a matita ("Salita colla funicolare ai Cappuccini da dove si domina tutta Torino il Po ai piedi all'ingiro colline ridenti a destra Superga. Di umore abbastanza allegro alla sera però indisposizione") dove il 9 prestampato è corretto a mano da un "12", come se Angioletta volesse dirci che ha utilizzato la pagina del 9 settembre ma si riferiva di fatto a un giorno 12, ma l'anno non è indicato e che sia settembre possiamo intuirlo solo dal fatto che non ha corretto anche il mese. Questo appunto è attribuibile, per via della stessa correzione, e tenendo conto della sequenza temporale, al Giorno 12 (Visita di Torino, salita al Monte dei Cappuccini).

B) Nella pagina successiva, nello spazio dell'11 settembre, troviamo un altro appunto a matita ("Torino si può benissimo chiamare una piccola parigi. Oggi sono di umore alquanto triste forse quando sarò fra i monti l'animo si eleverà maggiormente non pensando che alla bellezza della natura ed a quelle Celesti."  E poi, invadendo lo spazio del 12, Angioletta racconta: "Partenza da Milano felicemente alloggiati all'albergo bonne femme. Città bella posizione amena splendidi monumenti però a mio gusto preferisco Milano. Passata una notte molto agitata. Minaccia temporale.". Questo appunto è attribuibile al Giorno 11 (Partenza da Milano per Torino, alloggio all'Alberto Bonne Femme). (Altre info sull'Albergo Bonne Femme su Civico 20 News, da cui è tratta l'immagine qui sotto, e su Atlante di Torino).


Dopo varie ipotesi e analizzando l'intero racconto del viaggio ho trovato che la ricostruzione più credibile sia la seguente.
Intanto va escluso che gli episodi narrati a Torino siano riconducibili alla stessa giornata, infatti in un giorno (che sappiamo essere il 12) Angioletta è "di umore abbastanza allegro". Mentre nell'altro giorno è "alquanto triste". E facendo i calcoli anche con i giorni successivi la partenza dovrebbe essere avvenuta il giorno 11.
Quindi Angioletta potrebbe avere iniziato a scrivere la sera dell'11 settembre, proprio nello spazio dell'11 settembre, infatti non c'è nessuna correzione sulla data e stende le sue impressioni su Torino maturate in quella data, poi si accorge di non aver raccontato la parte logistica (partenza da Milano, nome dell'albergo) e invade lo spazio del 12. Anche l'umore conferma questa ipotesi: di giorno è triste, la notte agitata. Poi, per non invadere anche lo spazio del 13 decide di scrivere gli appunti relativi al 12 settembre nella pagina rimasta bianca del 9 settembre. Segnando, per l'appunto 12.  Qui racconta la salita ai cappuccini e l'umore allegro, con indisposizione serale. Quindi di fatto l'appunto della pagina 9 settembre precede temporalmente e non segue l'appunto della pagina dell'11 settembre (ovvio: il viaggio da Milano a Torino non può seguire l'ascesa al Monte dei Cappuccini). 

C) Poi, a partire dallo spazio del 13 settembre, Angioletta inizia a raccontare il viaggio nei dettagli. Sarebbe finalmente in linea con la data prestampata sull'agenda, ma si perde subito la corrispondenza: infatti l'appunto di una sola giornata (probabilmente il giorno 13) occupa il 13, il 14 e il 15: "Alzati alle 7 visitata la Cattedrale stupenda la capella indi pigliata una vettura e visitato i principali corsi e piazze nonché il Valentino dal quale si domina il Po e circondato da colline incantevoli. Alle 5 partiremo per Susa. Eccoci in treno. Arrivati sani e salvi a Susa alloggiati all'Albergo del Sole. Cittadina di montagna dove scorre la Dora circondata dai monti, sera splendida coperta il firmamento di stelle, umore come al solito malinconico, appetito pochissimo. Innalzare la mente a Dio è dove si rittrae maggior conforto."  Giorno 13 (Visita della Cattedrale - Partenza da Torino in treno per Susa, alloggio all'Albergo del Sole)

D) Quello del giorno successivo, verosimilmente il 14 nella vita reale, occupa lo spazio dal 16 fino a metà del 21 settembre: "Alzati alle 7 e dall'albergo siamo andati a far visita alla Signora Gatti che ci accolse cordialmente e di lì dopo informazioni ci siamo recati al Moncenisio, viste stupende valli selvagge nel fondo delle quali scorre la Dora Riparia, cascate spumeggianti monti alquanto aridi e rocciosi però belli nel suo genere. Al Molaletto ci siamo fermati ed abbiamo bevuto di lì per un sentiero alquanto faticoso ci siamo recati al Cenisio per una strada carrozzabile, trovato un freddo abbastanza allegro, appetito formidabile. Il fiume Cenisia e la Rongia che poi si uniscono e poi formano la Dora Riparia la quale passa per Susa. All'Otel del sole si ha un piccolo lago che rende ancor più bello questi luoghi già tanto poetici una bella sera stellata [due parole cancellate] serve a mettere in rilievo questi luoghi alpini vi si scorge quà e là qualche ghiacciaio l'edelweiz domina in questi posti e si erge sovrano su tutta la flora alpina che vi abita. Domani tempo permettendo partiremo per la Savoia.Giorno 14 (Susa: visita alla Signora Gatti - Partenza da Susa per Moncenisio)
Qui alcuni dubbi: è un caso che l'albergo del Moncenisio
 si chiami Otel del sole, quasi omonimo dell'albergo di Susa (Albergo del Sole) dove hanno alloggiato il giorno prima? O è un lapsus di Angioletta? O c'è un errore nella narrazione e si tratta dello stesso albergo? E da Susa a Moncenisio sono andati a piedi (come sembrerebbe dalla narrazione): sono circa 15 km di salita? Inoltre va ricordato che la zona è profondamente cambiata: intanto la zona attorno al lago del Cenisio è passata dall'Italia alla Francia nel 1947 (trattato di Parigi) quindi probabilmente la compagnia di Angioletta alloggia in territorio allora italiano, in secondo luogo sulla sede del lago naturale (allora più piccolo) è ora presente un lago artificiale più ampio

E) Il giorno successivo (probabilmente il 15), riprendendo dalla pagina prestampata come "21 settembre" Angioletta scrive: "Alzati alle 8 con buon appettito e umore allegro mangiato caffè e latte [due parole cancellate] eccellente. Davanti al nostro albergo scorre il lago Cenisio le fanno corona i monti altissimi. In mezzo a queste bellezze l'animo si nobilita e i più gentili sentimenti fanno capolino in questi luoghi dove i semplici costumi fanno scordare il fango che purtroppo invade le grandi città. Per la via carrozzabile abbiamo passato il confine e visitata in parte la Savoia che trovai stupenda immensa ghiacciai praterie, monti maestosi cosparsi di pineti che li rendono imponenti. In mezzo a questo verde serpeggia la strada maestra che conduce a due paesini francesi. Ritornammo con un vento impetuosissimo * all'albergo alle 4, ci siamo coricati un poco indi pranzato ed alla sera fatto una passeggiata sino all'ospizio con una magnifica sera stellata. Di ritorno abbiamo ballato sino a mezzanotte e poi a letto". Questo appunto occupa fino a metà spazio del 25 settembre (dopo l'asterisco la matita viene abbandonata per tornare a scrivere a inchiostro). Giorno 15 (a Moncenisio, passeggiata in Savoia e ritorno)

F) Poi riprende (dalla metà 25 settembre) annotando (e dovremmo essere di fatto al 16): "Questa mattina ci siamo alzati alle 8 preso il caffè e latte ed alle 10 colazione alla forchette. Tempo splendido, un cielo color di zaffiro senza alcuna nube, un sole fulgidissimo. Abbiamo fatto il giro del lago lungo 14 Chiltri* poi riposammo un ora circa in un verde boschetto seduti sopra uno scialle a conversare. Di li per sentieri passando un piccolo ponticello siamo ritornati all'albergo abbiamo pranzato con appettito indi fatto una bella passeggiata di 2 Chiltri, poi ritornati all'albergo abbiamo pranzato di buon appettito fatto una lunga passeggiata e poi a letto". (Il testo qui arriva allo spazio del 28 settembre, mentre dovremmo essere sempre al giorno 16, e dopo l'asterisco torna a matita). Giorno 16 (a Moncenisio, passeggiata di 14 km attorno al lago e nuova passeggiata di 2 km dopo cena)
Qui l'ultima parte della nota sembra ripetuta, prima a matita e poi a penna


G) Finalmente, riprendendo a scrivere sullo spazio del giorno 28 settembre, Angioletta ci comunica una data (almeno per quanto riguarda il numero del giorno) il che ci permette di riconciliare i conti: "Questo giorno 17 dopo la colazione scendemmo per una via assai ripida a Lans-le-bourg paesello posto in ridente posizione in una valle verdeggiante dove scorre l'Arc spumeggiante le ridenti montagne lo racchiudono.* Visitai la chiesa e poi per una diversa via (se si può così chiamare) abbastanza erta ritornammo al nostro Cenisio verso le 7 pranzammo indi noi tre soli per la via maestra passo passo ci siamo trovati quasi senza accorgerci alla gran Cruix. Ritornati però all'albergo ebbi il dispiacere di trovare la Mamma ammalata fortuna volle che fosse una indisposizione passeggiera". (Dopo l'asterisco torna a inchiostro). Giorno 17 (a Moncenisio, passeggiata a Lanslebourg e nuova passeggiata "noi tre soli" dopo cena alla Gran Croix, mamma indisposta)

Bene, qui siamo al giorno 17, e ipotizziamo che siano partiti da Milano l'11. Di quale mese? Probabilmente settembre. Ma di che anno? Forse non è il 1888! E quello non è il viaggio di nozze. Si tratta magari una vacanza fatta l'anno prima o, perché no?, qualche anno dopo, che viene però annotata sul diario del 1888 conservato gelosamente (si tratta pur sempre dell'anno in cui Angioletta si è fidanzata e sposata). Particolare anche il fatto che durante questi giorni di gita la scrittura torrenziale la facesse esorbitare lo spazio ristretto delle singole giornate che di solito era quasi sempre sufficiente a racchiudere il resoconto delle giornate milanesi. Mancano ancora solo tre giorni di racconto di viaggio e compariranno altri personaggi difficilmente compatibili con l'ipotesi "viaggio di nozze" (almeno nel senso moderno del termine). Senza contare che, come molti hanno fatto notare, Angioletta non parla mai di Pietro. Potremmo indagare ulteriormente, qualche elemento c'è, ma la mia ipotesi è che queste pagine raccontino un viaggio dell'estate 1887, cioè dell'estate prima.

Resta però un dubbio: Angioletta con precisione incredibile (e sospetta) utilizza gli spazi dell'agenda a partire dal 9 settembre che, guarda caso, sono le pagine successive a quelle utilizzate nel 1888 matrimonio.  Se le avesse occupate l'anno prima sarebbe stato davvero profetico da parte sua!

E se invece la realtà fosse diversa? Se lei, da brava mogliettina avesse deciso di chiudere il suo diario intimo con il matrimonio l'8 settembre del 1888 e poi, avesse deciso deciso di utilizzare le pagine lasciate bianche nel 1888 in un viaggio degli anni successivi a cui non aveva preso parte il marito (oppure a cui aveva preso parte senza essere comunque menzionato, anche se questo è più improbabile?)

H) I) Infine, seguono gli appunti finali della gita: "Ieri giorno 18 nulla di immemorabile anzi una giornata alquanto noiosa nessuno di buon umore. Emma si fermò a letto col mal di capo io mal di denti quindi malinconia su tutta la linea nella notte ancora mal di denti e questa mattina partiremo per Susa [questa parte è stata scritta per errore sulla pagina successiva e poi cancellata n.d.r.linconia su tutta la linea.  Al dopopranzo siamo andati a fare la solita passeggiata all'Ospizio. Di ritorno a casa a letto subito ed alla mattina dopo una buona colazione salutati da quei buoni albergatori partimmo alla volta di Susa. Il viaggio fu felicissimo fortunati anche nel tempo circondati da continui monti, quà e la cascatelle, la Dora che ai piedi scorre, sui verdeggianti tappeti sparsi quà e là mucche guidate da pastori e pastorelle capre e pecore che sembra devono cadere da un momento all'altro da quei dirupi, macigni pendenti un complesso di cose che rendono ameni questi stupendi siti. Arrivati a Susa verso le 7 con un appettito da alpinisti abbiamo mangiato di gusto e poi sebbene il tempo non fosse molto favorevole pure non abbandonammo l'idea di fare la nostra solita passeggiata notturna e per un viottolo alquanto oscuro facemmo quasi un Chil.ro".
Giorno 18 (indisposizione generale, passeggiata all'Ospizio dopo cena) e Giorno 19 (Ritorno da Moncenisio a Susa e nuova passeggiata dopo cena) entrambi raccontati il 19.
Angioletta, come si usava allora, chiama colazione il pranzo e pranzo la cena. Anche in questo caso pare che il viaggio da Moncenisio a Susa sia stato affrontato a piedi. Se è così ancora più notevole il fatto che abbiano fatto una passeggiata anche dopo cena.

J) Nota che occupa lo spazio da verso la fine del 4 ottobre, supera la cancellatura del 5 causata dall'errore nel girar pagina, e si chiude a metà dello spazio del 7 ottobre: "Questa mattina giorno 20 ci siamo svegliati colla pioggia che poi fortuna volle cessò e ci lasciò liberi di passeggiare un poco verso il nostro amato Moncenisio che chissà se mi sarà dato di rivedere ancora. Ci siamo fermate io ed Emma sulla strada a discorrere delle nostre faccende e poi adagio adagio sempre ammirando ciò che di bello ci circonda siamo ritornati al nostro Albergo. Pranzato ci siamo recati sotto i portici a passeggiare indi a casa dove con un buon organetto abbiamo fatto quattro salti e dopo stanchi e lassi ci siamo coricati che davvero ne avevamo il bisogno." Giorno 20 (A Susa, passeggiata "verso" il Moncenisio e passeggiata dopocena sotto i portici).

K) Nota che occupa lo spazio da metà del 7 ottobre a metà del 9 ottobre: "Oggi giorno 21 con un sole splendido ed un cielo sereno ci siamo alzati ed alle 2 partiremo alla volta di Torino. Col treno che parte alle 2.20 da Susa in un vagone di terza classe abbastanza comodo partimmo alla volta di Torino. Non è a dirsi il dispiacere che provai ad abbandonare quei luoghi così deliziosi dove non solo l'occhio ma anche il cuore rimaneva estatico innanzi a così bella natura. Il viaggio non fu molto allegro da parte di tutti. Arrivati a Torino ci recammo a trovare la Gigia e di lì con una vettura all'Albergo Prussia sotto ai Portici dove ci trovammo benissimo per vitto ed alloggio. Alla sera in compagnia dei cari cugini al caffè Romano a godere un po di musica ed operetta e di lì alla maison a riposarci che davvero ne abbiamo estremo bisogno". Giorno 21 (Da Susa a Torino in treno, visita alla Gigia e alloggio all'Albergo Prussia, dopo cena coi cugini al Caffè Romano).

- Prosegui la lettura con il giorno successivo: Giorno 12

Martedì 11 Settembre 1888 - ss. Proto e Giacomo

Repertorio N. 4573 / 8376
1888. 7. Settembre
Contratto di matrimonio fra il Sigr Pietro Ardemagni e la Sigra Angela Brugnatelli
Istromento a rogito del Dottor Paolo Migliavacca del fu Francesco
Notajo residente in Milano
Copia in forma esecutiva
Spedita alla Sigra Angela Brugnatelli maritata Ardemagni


In nome di Sua Maestà Umberto I° per grazia di Dio e per volontà della Nazione
Re d'Italia

Contratto di Matrimonio

N 4573 del Repertorio notarile 8376 del Repertorio di registro

Regnando Sua Maestà Umberto I° per grazia di Dio e per volontà della Nazione
Re d'Italia
In Milano nella casa posta nella via del Fieno al civico N 3
L'anno 1888 milleottocentottantotto il giorno 7 sette Settembre
In Milano nella casa posta nella via del Fieno al civico N 3
Avanti di me Dottor Paolo Migliavacca del fu Francesco Notajo residente in Milano inscritto presso il consiglio notarile del Distretto di Milano ed alla presenza degli infrascritti Signori
Smeraldo Mariotti del fu Stefano nativo di Poviglio, circondario di Guastalla, domiciliato in Milano via Torchio N 18, commesso di studio,
Braga Luigi fu Pasquale nativo di Porta Maggiore domiciliato in Milano via del Fieno N 3, portinajo
Testimonj aventi i requisiti di legge come essi confermano
Conciliatosi felicemente il matrimonio da contrarsi a breve termine fra il Signor Pietro Ardemagni e la Signora Angela Brugnatelli e volendosi che del relativo contratto, non che della costituzione della dote e controdote e degli altri patti nuziali abbia a constare da atto pubblico a sensi di legge si deviene al presente Istromento col quale
Personalmente costituiti
La Signora Angela Brugnatelli dei viventi coniugi Giuseppe e Carolina Pertusi, nativa di Milano, quivi coi detti di lei genitori domiciliata in via Torino al civico N 4, nubile minorenne, di condizione agiata, Sposa
Il Signor Pietro Ardemagni del vivente Giuseppe, nativo di Miradolo, domiciliato in Milano, via Torino N 4, maggiorenne, laureato in farmacia, Sposo
Il Signor Giuseppe Brugnatelli del fu Luigi, nativo di Pavia, domiciliato in Milano, via Torino N 4, chimico farmacista, padre della Sposa, e
La Signora Carolina Pertusi del fu Davide moglie del detto Signor Giuseppe Brugnatelli, nativa di Milano, col detto di lei marito, domiciliata come sopra, di condizione agiata, madre della Sposa
Persone tutte da me Notajo conosciute e capaci di obbligarsi giuridicamente.
In relazione alle precorse intelligenze hanno stipulato, convenuto e dichiarato quanto segue
1.I nominati Signori Pietro Ardemagni ed Angela Brugnatelli minorenne coll'assenso degli infrascritti di lei genitori si sono fatta e si fanno promessa scambievole di matrimonio da contrarsi fra loro a breve termine previa osservanza delle leggi civili ed ecclesiastiche.
2.In occasione e per causa di questo matrimonio la nominata Signora Carolina Pertusi maritata Brugnatelli madre della Sposa , alle infrascritte cose debitamente autorizzata dal presente di lei marito, ha costituito e costituisce in dote del proprio alla detta di lei figlia che accetta la rendita d'annue Lire mille - £ 1000 – rappresentata dalla cartella al portatore del Debito Pubblico del Regno d'Italia consolidato al 5% cinque per cento in data di Roma primo Gennaio 1887 al numero 040577 col godimento a partire dal giorno primo Luglio 1888 milleottocentottantotto, la quale cartella viene qui all'atto del presente consegnata allo sposo Signor Pietro Ardemagni che ne accusa ricevuta, convenendosi fra le infrascritte parti che tosto dopo la celebrazione del detto matrimonio verrà la detta cartella di rendita fatta tramutare in un certificato nominativo del Debito Pubblico del Regno d'Italia consolidato al cinque per cento dell'eguale anzidetta rendita di £ 1000 – mille da intestarsi al nome di Brugnatelli Angela del vivente Giuseppe maritata Ardemagni domiciliata in Milano con annotamento che essa rappresenta la dote della detta titolare a termini del presente Istromento, dimodoché i frutti della medesima rimarranno riservati al marito in costanza di matrimonio.
3.Per l'esecuzione poi della convenuta operazione di tramutamento, intestazione e vincolo della detta rendita tutte le infrascritte parti di comune consenso hanno incaricato me Notajo infrascritto, autorizzandomi ad esaurire tutte le relative pratiche presso gli uffici da essa dipendenti, ed a ritirare a suo tempo il nuovo emittendo certificato di rendita da consegnarsi poi agli Sposi contro semplice ricevuta.
4.Oltre la dote costituita nella anzidetta cartella di rendita pubblica della nominata Signora Carolina Pertusi maritata Brugnatelli madre della Sposa, il nominato Signor Giuseppe Brugnatelli padre della Sposa ha costituito in dote del proprio alla detta di lui figlia Angela gli effetti di corredo e vestiario a di lei uso personale non che gli effetti di mobiglia specificamente descritti nella separata nota che in bollo da una lira debitamente firmata dalle parti, dai testimonj e da me Notajo infrascritto si allega al presente Istromento segnata A qual parte integrante e sostanziale di questo atto.
5.La Sposa Signora Angela Brugnatelli dichiara fin d'ora di aver ricevuto dai propri genitori la detta rendita ed i detti effetti, e rilascia perciò agli stessi finale quitanza della dote da ciascuno di essi costituita come sopra.
Negli speciali rapporti tra gli Sposi si conviene che i detti effetti si riterranno effettivamente trasportati nella cosa conjugale col fatto della celebrazione del matrimonio, e che nonostante la loro estimazione a denaro, i suddetti effetti non ritengono passati di proprietà del marito, ma al contrario che la moglie ne conserva essa stessa la proprietà anche dopo la celebrazione del matrimonio a sensi e per gli effetti dei combinati articoli 1401 e 1411 Codice Civile-
6.Rimase espressamente convenuto fra i genitori della Sposa e la Sposa stessa l'obbligo in questa ultima di conferire a suo tempo nella paterna e materna eredità il valore della dote della dote in rendita pubblica ed in effetti mobili costituitale col presente Istromento, per imputarlo nelle proprie quote ereditarie paterna e materna. A tale effetto, ed anche per gli effetti della applicazione della tassa di registro al presente atto si attribuisce alla cartella di rendita di cui al precedente articolo 2 il valore reale ed effettivo di Italiane £ 19480 – diconsi Italiane Lire dicianovemilaquattrocentottanta, ed agli effetti mobili di cui al precedente art 4 il valore di Ital £ 3000. - diconsi Italiane Lire tremila.
7.Premorendo la moglie al marito senza prole superstite da questo matrimonio, il marito superstite lucrerà la metà della rendita costituita in dote al precedente articolo 2 e precisamente £ 500 – cinquecento rendita italiana, l'altra metà invece e gli effetti mobili di cui al precedente articolo 4 saranno devoluti agli eredi testamentari e legittimi della sposa.
8.Che se la premorienza della moglie al marito accadesse sussistendo figli dal celebrando matrimonio, in tal caso il marito superstite godrà dell'annua rendita di £ 1000, ma la proprietà del relativo capitale ossia del certificato di rendita spetterà ai figli superstiti al pari della proprietà degli effetti mobili riservati come si disse in proprietà della Sposa.
9.Nel caso invece di premorienza del marito alla moglie con o senza figli dal contraendo matrimonio, la vedova superstite rientrerà nel pieno godimento dei frutti del detto certificato di rendita pubblica riservato in sua proprietà e ritirerà dalla eredità del marito gli effetti mobili contemplati dal citato articolo 1411 del Codice Civile.
10.I donativi fatto dallo Sposo alla Sposa in occasione e per causa di questo matrimonio e così anche i donativi fatti alla Sposa da terze persone, si intenderanno di assoluta proprietà della Sposa, dovendosi in ogni caso stare alle semplici dichiarazioni della medesima con rinuncia a qualunque più rigoroso mezzo di prova.
11.Dal canto proprio poi lo Sposo Signor Pietro Ardemagni volendo dare alla Sposa un attestato della sua massima soddisfazione per le contraende nozze, ha costituito e costituisce del proprio a favore della di lui Sposa Signora Angela Brugnatelli che accetta coll'assenso dei di lei genitori, a titolo di donazione per causa di nozze, controdote, aumento dotale o come meglio la somma di I£ 5000 – diconsi Italiane Lire cinquemila, la quale dovrà sortire la natura e gli effetti e dovrà godere tutti i privilegi di vera e numerata dote, e passerà in piena proprietà della Sposa se essa rimarrà superstite al marito senza figli, e rimarrà dei proprietà dei figli col diritto di usufrutto vitalizio a favore della madre nel caso di vedovanza della medesima con figli, mentre poi essa controdote si avrà per nulla e non mai costituita nel caso di premorienza della moglie al marito con o senza figli.
12.Per quanto riguarda l'Ipoteca legale spettante alla moglie sui beni del marito a garanzia della dote e dei lucri dotali a sensi e per gli effetti dell'Art° 1909 N 4 Codice Civile, interpellato da me Notajo infrascritto il Signor Pietro Ardemagni a sensi e per gli effetti degli articoli 1909 e 1982 Codice Civile, il medesimo ha dichiarato sul proprio onore di non possedere beni stabili né altri enti capaci di Ipoteca sui quali far luogo alla Iscrizione della Ipoteca legale, motivo per cui si è provveduto alla garanzia della dote mediante il convenuto investimento della medesima in rendita pubblica e la riserva a favore della Sposa della proprietà dei mobili dotali.
13.Le spese del presente e la relativa tassa di registro, compresa una copia esecutiva per la Sposa, e d'una copia autentica pei dotanti, si convengono a carico del Signor Ardemagni, ritenendosi a carico della Sposa l'importo della tassa di registro sulla costituzione della dote paterna e materna.
Tanto rimane fra le dette e infrascritte parti stipulato e convenuto in piena buona fede rimossa ogni eccezione.

Allegato A del N 4753=8376 del Repertorio
Distinta degli effetti di corredo, vestiario e mobiglia che la Sigmora Angela Brugnatelli del vivente Giuseppe porta seco nella casa maritale e si costituisce in dote, conservandone la proprietà, in occasione del di lei matrimonio col Signor Pietro Ardemagni del vivente Giuseppe.
1.Sei camicie di tela d'Olanda finissima
2.Sei camicie di tela d'Olanda
3.Dodici dette per uso di tela d'Olanda
4.Otto dette di cretonne, fine, per notte
5.Quattro dette di cambrich eleganti
6.Due Giubbetti eleganti
7.Due detti piquet festonati
8.Quattro accappatoi percalle grandi
9.Due detti a mantello
10.Quattro paja calzoni piquet festonati
11.Due paja detti con pizzo
12.Due paja detti satin
13.Sei paja detti cretonne
14.Due corpetti satin
15.Quattro detti scirting
16.Sei detti ad uso
17.Due sottane ricamate
18.Due sottane con pizzo
19.Quattro sottane piccole a pieghine
20.Due dette con volantino
21.Cinque dette di piquet inglese festonate
22.Una detta di piquet con pizzo
23.Due dozzine quadrati di tela creas
24.Due dozzine quadrati di tela lino
25.Una sottana merinos festinata
26.Una sottana di flanella rossa
27.Una detta di percallo rosso
28.Trentasei paja di calze colorate
29.Un pajo calze di seta bianche
30.Ventiquattro fazzoletti di tela battista
31.Ventiquattro detti di tela lino
32.Quattro detti di battista con pizzo di Cantù
33.Due busti
34.Due giubboncini di lana bianchi
35.Due detti di cotone greggio
36.Uno detto di seta rosa
37.Due paja stivaletti
38.Un paio scarpette di raso bianco
39.Tre paja guanti di pelle
40.Una pajo guanti di filo
41.Un abito di raso granata
42.Un detto di moire nero e lana
43.Uno detto di chachemir rosso
44.Uno detto di ottoman bianco
45.Un ulster
46.Un mantello foderato di pelo vajo
47.Un velo bianco
48.Un beretto di pelo
49.Una capottina di pizzo nero
50.Un armoire di noce a tre ante con luce
51.Una tavoletta di noce con specchiera
52.Un divano coperto di damasco seta bleù
53.Quattro sedie piccole coperte come sopra e due dette alte come sopra
54.Un tavolo di radica coperto di veluto bleù
55.Una specchiera grande e quattro cartine montate in cornice dorata con vetro
56.Due cantonati di radica
57.Un etager di noce con vetri ed alzata
58.Due [consonne] dorate con marmo
Milano addì 7 settembre 1888
Sott. Brugnatelli Angioletta
“ Ardemagni Pietro
“ Carolina Brugnatelli Pertusi
“ Giuseppe Brugnatelli
“ Smeraldo Mariotti testimonio
“ Braga Luigi testimonio
Firm° Dottor Paolo Migliavacca

E richiesto io Notajo ho ricevuto questo atto e ne ho data pubblicazione alla presenza dei testimonj mediante lettura da me fattane a chiara voce ai testimonj ed alle parti le quali approvando e confermando la sottoscrivono coi Testimonj e con me Notajo.
Consta questo atto di fogli tre scritti per facciate undici questa compresa da persona di mia fiducia.
Sott. Brugnatelli Angioletta
“ Ardemagni Pietro
“ Carolina Brugnatelli Pertusi
“ Brugnatelli Giuseppe
Sott. Smeraldo Mariotti testimonio
“ Braga Luigi testimonio
Col sigillo notarile
Firm° Dottor Paolo Migliavacca del fu Francesco Notajo residente in Milano
Tenore della registrazione
Milano li 11 settembre 1888. N 1130 Vol. 169 fog. 100 atti pubblici. Esatte Lire trecentocinquantanove e centesimi quaranta £ 359.40.
Per il ricevitore firm°. Gallotti [Ger°]
Il Controllore firm°. Biffi

mercoledì 10 settembre 2008

Lunedì 10 Settembre 1888 - s. Nicola da T,

No, non è l'ultima nota di Angioletta quella dell'8 Settembre 1888. Angioletta tornerà a scrivere, sia pure per pochi giorni ma in maniera parzialmente diversa, a partire dall'11 settembre. Domani è anche la data del deposito dell'Istromento, ovvero il contratto di matrimonio sottoscritto il 7 settembre, da Pietro, Angioletta, e dai suoi (di Angioletta) genitori, presso il notajo Migliavacca. Un documento per certi versi sorprendente, che pubblicheremo domani.

martedì 9 settembre 2008

Domenica 9 settembre 1888 - s. Gioachimo

Per le nozze del
Fratello Pietro con Angioletta Brugnatelli
celebrate nella parrocchia di S. Stefano Lodigiano
il giorno 9 Settembre 1888


L'anno scorso, di questi giorni, circondato dagli amati miei genitori, da amici dilettissimi, da questo popolo che amo come la mia famiglia, da tutto quanto insomma abbia di più caro sulla terra, io accompagnava a questo altare un mio fratello per celebrarvi la seconda Messa. -
Quest'oggi ai piedi di questo altare istesso, nelle identiche circostanze, ho assistito e benedetto le nozze di un altro fratello a me non meno caro. Sul capo dell'uno, in certo modo, ho messo la corona del Sacerdozio; sugli omeri dell'altro il giogo soave del Matrimonio : due vie santificate alla Religione, e che, per decorso differente, hanno la stessa meta, il Cielo. - Amati sposi, io vi ringrazio della gioia tutta santa che quest'oggi mi avete procurato. Oh! Le dolcezze di famiglia, sublimate dalla Religione, sono le più pure, e direi quasi, una prelibazione di quelle che si devono gustare in Paradiso. Vi ringrazio ancora del buon esempio che avete dato a questi miei parrocchiani che vi hanno fatto corona, insegnando loro, con la vostra edificante pietà, quale debba essere il Matrimonio cristiano. In compenso, accogliete di buon animo le brevi parole che il mio cuore fraterno e Sacerdotale sente il bisogno di indirizzarvi e che vorrei vi fossero ricordo incancellabile di sì bel giorno.
Per chi non ha fede, il vincolo del Matrimonio è un contratto qualunque regolato da leggi speciali, ed il giorno in cui si stringe è un giorno di allegrie più o meno smodate cui troppo senso tengon dietro i più amari disinganni, e talvolta turpi infedeltà, o, peggio ancora, scandalosi scioglimenti. Sempre così!
Quando l'uomo nelle sue azioni, eliminando l'intervento divino, pretende far da sé, senz'altra guida che le sue passioni, razzola sempre nel fango e finisce collo stancarsi di tutto e deturpare i più sacri affetti. Il Cristiano invece, sollevato dalle ali della fede a sublimi regioni, riscontra nel Matrimonio l'atto primo compiuto da Dio dopo la Creazione, col quale, là nell'Eden dispose che per esso si conservasse il genere umano : vede in quello il simbolo dell'unione ammirabile del Divin Verbo coll'umana natura e colla vera Chiesa: dal Matrimonio si ripromette la massima copia di grazie perché elevato al grado di Sacramento, e coll'Apostolo S. Paolo, pieno di fede e di sacro entusiasmo esclama: Oh quanto nobile ed eccelso è un tal Sacramento! : Sacramentum hoc magnum est. È allora che si prepara a riceverlo con sante disposizioni, coll'animo cioè ricolmo di puro amore e di speranza negli effetti della grazia santificatrice.
Benedetti voi, o miei figli, che educati fin dalla fanciullezza alla scuola di questa fede, avete stretto il legame che ora vi unisce con tali sentimenti, conscii che la vostra unione, rappresentando quella di Cristo colla sua Chiesa, vi impone l'obbligo di ritrarla degnamente. - Come quell'unione è pura, amorosa e indissolubile, pura deve essere anche la vostra, avendo di mira in ogni vostra azione la santa legge di Dio: amorosa quale la descrive S. Paolo, cioè: paziente e benigna, pronta ad accomodarsi a tutto, a sperar tutto, sopportar tutto. Infine la vostra unione deve essere indissolubile senza lasciarsi menomamente scuotere da nessun avvenimento prospero od avverso, fino al termine dei vostri giorni.
Per chi si unisce in Matrimonio, questi che vi ho brevemente accennati sono doveri indeclinabili e voi che ne siete profondamente compresi nel muovere il primo passo su questa via novella, avete voluto ricorrere a Dio colla preghiera e col riceverlo nel SS. Sacramento dell'Eucaristia. Oh! Con Gesù Cristo al fianco le battaglie della vita si cambiano facilmente in vittorie: anche le lagrime hanno le loro dolcezze; e voi che poco fa L'accoglieste con tanta divozione nel vostro petto, alla gioia purissima che certamente ora ne provate, potete argomentare l'avvenire che vi attende se, nei momenti più gravi della vostra vita, vi procurerete sempre, come in oggi, la compagnia del Signore.
Figliuoli carissimi, gli augurii di quanto vi amano sinceramente vi hanno accompagnato fino ai piedi di questo altare. In questo momento i vostri genitori, congiunti ed amici vi contemplano colla massima compiacenza. Anche questo mio popolo, che appena vi conosce, innalza al Signore una prece per voi: il cuor di Dio si è aperto e piove sul vostro capo le sue grazie celesti: tutto sorride intorno a voi, e da questi lieti auspicii vi ripromettete un avvenire di felicità non mai turbata da tristi avvenimenti. Oh, figli miei, che la benedizione di Dio non vi abbandoni un solo istante e nessuna nube tempestosa venga a conturbare gli animi vostri!
Crederei però di ingannarvi se, pago della letizia d'oggi, non vi ricordassi che la felicità non è compagna perenne nel cammino di questa terra. Essa non è che un semplice ospite che si mostra di rado con momentanee apparizioni. -
È un raggio di luce bene spesso attraversato da fitte ed oscure nubi: - un amico bramato che quando si crede di poter stringersi al seno è sparito. Nessuna meraviglia quindi che, presto o tardi, il dolore possa venire ad assidersi anche fra le pareti di vostra abitazione.... Miei cari, voi che sapete quanto io vi ami, non potete supporre che mia intenzione sia quella di contristarvi con tali previsioni. Io non voglio che premunire con esse il vostro cuore e amarvi, affinché i mali della vita vi trovino forti a sostenerli con dignità, il cuor vostro si stacchi sempre più dai beni menzogneri di questa terra, ed eleviate i vostri affetti al Cielo, dove la vera felicità tiene costante la sua dimora.
Ed ora, o Vergine Santa, sarete voi la sola che non si interessi al vero bene di questi giovani sposi che in oggi fanno palpitare tanti cuori? Se io, con un cuore così imperfetto, desidero tanto il loro bene: se questi genitori sarebbero pronti persino a dar tutto il loro sangue per la loro felicità, voi, Madre del bell'amore, sarebbe possibile che li trascuriate? Essi hanno sempre avuto per voi affetto di figli, ed è appunto per questo che hanno voluto compiere l'atto più solenne di loro vita nel giorno sacro al Vostro Nome. Accoglieteli adunque, o Maria, sotto il vostro manto: fate che la loro unione sia pura, amorosa e costante, come pura, amorosa e costante fu la vostra col degno sposo S. Giuseppe. I giorni di loro vita scorrano tutti irrorati di quella gioia che è figlia delle sante azioni e fate, o Madre carissima, che all'ombra della vostra protezione, cinti dalla corona di quei figli che Dio vorrà loro affidare, degli adorati genitori, e di noi tutti che in questo giorno abbiamo fatto tanti voti per la loro felicità, possano un dì rivedersi e riunirsi per sempre là dove, fra le schiere degli Angeli e dei Santi, si celebrano perpetuamente le mistiche Nozze dell'Agnello Divino.
SAC. LUIGI ARDEMAGNI
Prevosto Parrocco

lunedì 8 settembre 2008

Sabato 8 settembre 1888 - la Natività di M. V.

Oggi giorno del matrimonio civile. Dono della Sigra D. Paolina uno stupendo braccialetto elegante e chic che è tutto dire.
[segue nelle annotazioni] Questi due giorni mi saranno ognora fissi nella mia mente e scolpiti nell'animo. Possa l'aiuto di Dio guidarmi sulla retta via che sto per incominciare. Certa dell'amore del mio Piero e benedetta da parenti preti e circondata dai congiunti tutti.





- Prosegui la lettura con il giorno successivo: 9 settembre 1888
- Torna al giorno precedente: 7 settembre 1888